Facciamo un esercizio estremo di Storia alternativa: quale carattere avrebbe assunto la Rivoluzione Russa del 1917 con Aleksandr Bogdanov al posto di Lenin come capo dei Bolscevichi? Quale destino allora, con Sovietici alternativi al potere, per la Russia e per l’Europa intera? Ipotesi improbabile, ma ci permette d’immaginare un altro Bolscevismo, non necessariamente migliore ma più in sintonia con secoli di spiritualità slava. Solženicyn scrisse che Lenin era un prodotto del giacobinismo europeo più che del carattere russo; lo stesso si può dire solo in parte di Bogdanov, delle sue bizzarrie e dei suoi sodali.

Aleksandr Aleksandrovič Bogdanov (1873/1928)

Aleksandr Aleksandrovič Bogdanov (1873/1928)

Già traduttore di Marx, Bogdanov scrisse anche un romanzo di fantascienza in cui il Socialismo trionfava sul pianeta Marte e gli alieni insegnavano ai terrestri come uscire dalla preistoria. Era membro dei costruttori di Dio: eretici bolscevichi ricchissimi di letture scientifiche e mistiche. Nietzchiani con l’ateismo come punto di partenza e non d’arrivo: Dio andava (ri)costruito dall’uomo, dal Superuomo sovietico, da una superumanità finalmente in arrivo. E tutto andava fatto alla svelta, con tutte le risorse della tecnologia materiale e di quella oltresensibile.

Però, come perse i duelli a scacchi con Lenin in quel di Capri nel 1908, Bogdanov perse anche in politica. Arrestato nei primi anni ‘20 per sospetti di frazionismo, venne liberato da Stalin. Morì pochi anni dopo, impegnato soprattutto nella propaganda della trasfusione di sangue per scopo medico e, diremmo, magico. Più fortuna politica ebbe Lunačarskij, altro costruttore di Dio, alfiere di un marxismo come religione definitiva e costruttiva, Commissario del Popolo per l’Istruzione per dodici anni. Nel Partito, però, vinse il marxismo-leninismo che non intendeva mettere in discussione il materialismo ottocentesco di Engels.

Bogdanov (a destra) gioca a scacchi con Lenin sotto lo sguardo di Gorkij. Col cappello di traverso è Anatolij Lunačarskij, seduto a fianco di Leni. Villa Monacone, Capri (1908)

Bogdanov (a destra) gioca a scacchi con Lenin sotto lo sguardo di Gorkij; in piedi ,col cappello di traverso, è Anatolij Lunačarskij. Villa Monacone, Capri (1908)

Ma in Russia c’era stato altro: Bogdanov ha posto di rilievo in un movimento più esteso e variegato con storia non breve, dato che parte dalla fine del ‘700 e ancor oggi prospera dopo gli anni delle catacombe sotto il regime. Il movimento è conosciuto con il nome di Cosmismo e il maggiore studioso occidentale del fenomeno, George M. Young, ha scritto un saggio provvidenzialmente tradotto e pubblicato in Italia dalla Tre Editori: I Cosmisti Russi. Lettura consigliata a tutti gli appassionati di Storia e religione, occulte e palesi.

Il Cosmismo nasce dall’incontro fra spiritualità ortodossa e circoli rosacrociani animati da occultisti spesso stranieri, francesi, tedeschi, inglesi. Al punto che c’è chi vede dietro l’intera operazione una strategia dei servizi segreti occidentali per far deviare i popoli slavi dalla retta via della Tradizione. La stessa ossessione di Bogdanov per il sangue ha fatto sorgere sotterranei miti di vampirismo, di magia nera. Ma è figura più appartata, lontana da circoli esoterici e dagli intrecci delle spie, il bibliotecario Nikolaj Fёdorov, autore de La filosofia dell’Opera Comune (pubblicata postuma nel 1913) che espone ben chiaro il programma cosmista: resurrezione dei morti, degli antenati, controllo della materia e colonizzazione degli altri pianeti. Il tutto secondo Fёdorov è chiesto dal Vangelo, è cristianesimo attivo e vero, collaborativo con Dio.

X3qTEhkrL2g2HGliwucSPA-article

La scienza deve recuperare gli atomi degli antenati dispersi nel cosmo, rimetterli insieme come Iside rimette insieme lo smembrato corpo di Osiride, deve plasmare corpi di gloria e poi lanciarli alla conquista dello spazio. Il bibliotecario visionario era poco noto ai suoi tempi ma raccolse intorno a sé allievi fedeli e fecondi, che svilupparono le sue idee in vari campi. Fu anche in contatto con Dovstoevskij, Tolstoj e con quel Solov’ёv che spalancò l’orizzonte russo con le sue conferenze sulla Divino-Umanità e con il culto della Sophia: Sapienza divina incarnata in terra nel corpo di in una bella dama, come apparve allo stesso Solov’ёv nel deserto de Il Cairo.

Cultore della Sophia, ma meno eterodosso, fu anche Sergej Bulgàkov: ex marxista fattosi sacerdote e teologo. C’era anche Berdjaev che prevedeva un Nuovo Medioevo – dato che l’Illuminismo era esausto: una visione borghese del mondo al lumicino. Fra tutti i cosmisti religiosi svetta il martire Pavel Florenskij: teologo, matematico, scienziato, tecnico, filosofo, studioso di storia dell’Arte, della prospettiva, della percezione, delle altre dimensioni. In lui – fucilato dopo essere stato sfruttato dallo stalinismo in campo scientifico e industriale – l’abissale teologia dei Padri della Chiesa si incontra con la fisica dei quanti e con calcoli infinitesimali.

soviet-space-program-propaganda-poster-22

Più integrati nel regime o meglio più tollerati e sostenuti, perché ancor più utili alla gloria sovietica, furono i Cosmisti scientifici. Morto nel ‘35, Konstantin Ciolkovskij era un panpsichista convinto che l’Universo fosse Uno e che, ovunque, fosse diffusa la coscienza, da Dio fino alla pietra, con sole differenze di grado. Autore anche lui di fantascienza, si consacrò in particolare grazie alla progettazione di motori a reazione capaci di vincere la curvatura gravitazionale; fece schizzi di navicelle spaziali per la colonizzazione di altri pianeti e fu padre dell’impero cosmonautico russo (tanto che anche la Nasa lo ricorda come pioniere della missilistica). Vladimir Vernadskij è invece il profeta della noosfera, colui che vide l’attività immaginativa dell’uomo moltiplicata da una tecnica manifestantesi con la forza di un sommovimento geologico che trasforma il mondo e la materia radicalmente.

Dentro i laboratori spaziali della Russia o nascosti in circoli occultisti e artistici o, forse, come appartati filosofi nelle vesti di impiegati statali: i cosmisti rimasero sotterranei per poi risorgere con la caduta dell’Urss. Una nuova vita fatta di musei, libri, convegni, nuovi ricercatori e seguaci anche fra i giovani, ufologi ed esoteristi. Le possibilità offerte dalle biotecnologie, dall’interconnessione del pianeta, dai viaggi spaziali sembrano confermare le loro intuizioni e ossessioni. Un movimento futurista che mescola assieme la spiritualità slava con le radici sia pagane che ebraiche. Il Cosmismo ha forse molto da insegnare soprattutto ai Transumanisti occidentali, almeno lo slancio trascendente e il legame stretto col passato. A noi lascia la suggestione di una Rivoluzione alternativa a quella del ‘17, più spirituale, cosmica. Ancora da combattere in pieno.