Spending review. Ai più questo termine evoca le lacrime, il sudore versati dagli Italiani negli ultimi anni su “consiglio” di grigi burocrati. L’ultimo di loro è arrivato a marzo 2015, quando il Governo Renzi, spedito Carlo Cottarelli al Fondo Monetario Internazionale,  ha nominato Yoram Gutgeld Commissario della Revisione della spesa pubblica. Economista e matematico, Gutgeld, può vantare un passato nell’intelligence israeliana e da manager nella McKensey (società di consulenza manageriale tra le più influenti al mondo). Attualmente è uno dei principali consiglieri economici di Matteo Renzi.

Su di lui un alone di mistero. L’Espresso tempo fa riportò il racconto mitologico secondo il quale da big manager di McKensey, Gutgeld riuscì a mettere mano anche sulla riforma del Mossad.

Fa politica per passione, dice. Ha rinunciato a qualsiasi compenso da Commissario. Prima guadagnava 3 milioni di euro l’anno. Ora gli basta il misero stipendio da Parlamentare. Il suo ruolo da Commissario è fondamentale: ci sono tanti interessi in gioco da gestire, tra cui un taglio di 7 miliardi di euro previsto solo per il 2016, 3 dei quali arriveranno direttamente dalla riduzione delle disponibilità economiche dei Ministeri.

Già ideatore del Bonus Irpef 80 euro, Gutgeld ha difeso, in un’intervista pubblicata ieri su Libero , gran parte dei punti (presunti) della Legge di Stabilità. Da economista criticava la politica della destra, ma considera positivo l’aumento dell’utilizzo del denaro contante. Il commissario, poi, attaccando la politica fiscale del governo Monti, ha affermato che combatterà l’evasione attraverso “controlli incrociati, autocertificazioni. Con la reverse charge e il solit payement”, ha affermato “pensavamo di recuperare 2 miliardi, ne abbiamo incassati 3!”. Ma contro le sue  proposte anti-evasione è scattato subito il veto di Bruxelles.  Lui si difende dicendo “funziona il sistema”, in generale. Vedremo. Promette il taglio dell’Irpef entro il 2018, addirittura la riduzione della spesa pubblica di 20 miliardi in 2 anni. Prima di lui nessuno mai, anzi sono saltate le teste di sette Commissari, compresa quella di Cottarelli. E quando gli si imputa l’amicizia tra l’attuale esecutivo e le banche risponde: “Provi a vedere quanto sono incazzate per la tassazione delle quote di rivalutazione di Bankitalia!”. Tassazione o no, la riforma sulle partecipazione delle banche private in Bankitalia voluta dal Governo Renzi fece aumentare esponenzialmente il valore totale delle quote di Banca d’Italia detenute da banche private da 156mila a 7,5 miliardi di euro. Insomma, un gran bel regalo.

Ma chi è il commissario? La famiglia di Yoram Gutgeld giunge in Israele dalla Polonia, dopo l’invasione delle truppe tedesche nel 1939. Infatti Yoram nasce 55 anni fa a Tel Aviv. Appartiene, come da lui stesso affermato alla “classe media”, infatti  il suo bisnonno era eletto nel parlamento polacco. Il  “padre si era reinventato avvocato in Israele, con successo. Difendeva, tra gli altri, Moshe Dayan, l’eroe di guerra”.

Yoram si laurea giovanissimo in matematica e filosofia all’Università Ebraica di Gerusalemme. Subito dopo viene arruolato nell’esercito israeliano, rivestendo un ruolo importante nell’unità speciale 8200, che si occupa di intelligence.  Infatti, spiega Gutgeld a Libero, “In Israele l’esercito è il pilastro della  società, luogo di formazione della classe dirigente: nasce dal kibbutz comunista, come idea di protezione collettiva .La nostra idea di esercito è diversa da quella europea: progressista, “napoleonico”, segnato da una lunga leva”. A 23 anni, decide di mettere da parte la divisa. Ottiene un Master in business Administration a Los Angeles, vola in America e lì si stabilisce per qualche anno.

Dopo gli anni statunitensi, Gutgeld, nel 1989, arriva in Italia. Lì trova lavoro presso la  McKinsey, società di consulenza manageriale, e conosce la sua attuale moglie. Per lei deciderà di restare in Italia. Il cioccolato lo avvicina a Matteo Renzi. E’ amore a prima vista. Infatti Matteo gli viene presentato nel 2012 da Daniel Ferrero, reinventore del marchio Venchi, amicissimo di Renzi e suo ex collega alla McKinsey. Subito dopo, nel 2013, arriva il primo incarico da deputato dem. Poi la storia la conosciamo. A Monti succede Letta. Renzi “assalta” palazzo Chigi. Napolitano gli da ragione. Matteo riesce a portare con sé i suoi uomini, tra lui anche Gutgeld, che dice del Premier: è l’unico in grado di “fare la differenza in Italia”.