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Il 1° novembre del 1972 moriva Ezra Weston Loomis Pound, uno dei più grandi intellettuali del 900. Fu un poeta, un saggista, un economista e un traduttore. A conoscerlo davvero sono in pochi, chi ne ha sentito parlare lo associa immediatamente al movimento politico che ne ha preso il nome, eppure prima di tutto Pound fu un uomo libero. La voce del poeta americano come dice la sua antologia più importante, ha sempre parlato d’Europa e del suo naufragio. Infatti i temi della prosa di Pound, sono gli stessi della poesia di cui di conseguenza la prosa fornisce il suo miglior commento. “Il pensiero di un uomo non si pietrifica” scrisse ne “L’individuo nel suo milieu” (1935), con questo spirito ha edificato il suo pensiero avendo il coraggio di uscire dai dogmi e di non chiudere il suo orizzonte mentale. Probabilmente uno dei motivi principali per cui Pound non è apprezzato come dovrebbe sta nel pregiudizio politico che lo segue: simpatizzare per il nazismo e il fascismo non gli rese buona fama nel secondo dopoguerra. Eppure un’altra motivazione del modesto apprezzamento che ha ricevuto, risiede nel fatto che la società contemporanea ha dedicato un ruolo molto marginale alla poesia, concentrandosi sulla prosa, dunque tutti i poeti del secondo novecento ne sono stati penalizzati.

Pound fra i vicoli e i canali della sua amata Venezia

Pound fra i vicoli e i canali della sua amata Venezia

Il poeta americano più volte è stato descritto come uno degli ultimi a vivere la tragedia d’Europa, e a volte, forse, vide la possibilità di un ordine e di una bellezza che non corrispondevano all’effimera realtà esterna. Si può dire la stessa cosa anche di Virgilio con Roma, o di Dante con il Sacro Romano Impero eppure per costoro non si invalidò la visione poetica. Nel 1959 fu candidato al Premio Nobel dallo scrittore Johannes Edfelt nella sua veste di presidente del Pen Club di Svezia. Ma la Commissione del prestigioso riconoscimento non gradì quel nome ‘pesante’, tanto che il suo presidente Anders Osterling, si sbarazzò di Pound osservando come il candidato, pur non trovandosi più nelle condizioni di recluso in un manicomio americano dopo la condanna per collaborazionismo fascista, si fosse tuttavia reso responsabile, nella sua opera, della propagazione ”di idee che sono decisamente in contrasto con lo spirito del Premio Nobel”.

Ogni uomo ha il diritto che le sue idee vengano esaminate una per volta

Dipinto di Wyndham Lewis raffigurante Ezra Pound a riposo nel 1939

Dipinto di Wyndham Lewis raffigurante Ezra Pound a riposo nel 1939

In gioventù arriva in Europa per la quale vaga fino a fermarsi a Londra dove trova la vivacità intellettuale che cerca in T.S. Eliot, William Butler Yeats e James Joyce, di cui diventa amico, consigliere e mecenate. Frequenta e fonda movimenti di avanguardia letteraria: è tra i principali promotori dell’imagismo e del vorticismo, correnti che, in contrapposizione con la letteratura vittoriana e con i poeti georgiani, prediligevano un linguaggio d’impatto, un immaginario spoglio e una netta corrispondenza tra la musicalità del verso e lo stato d’animo che questo esprime. Nel 1914 sposa Dorothy Shakespear e nel 1925 è a Rapallo dove rimarrà fino al 1945. In Italia e nel fascismo di Mussolini trovò delle convergenze nel sistema sociale che lui considerava ideale: il socialismo corporativo di C. H. Douglas.

Gli anni venti e trenta sono anni di grandi iniziative culturali, Pound fonda riviste, incontra e riceve intellettuali da tutto il mondo, tiene una serie di conferenze economiche su “A Historic Background for Economics” presso l’Università Commerciale Luigi Bosconi di Milano. Organizza a Rapallo una stagione di concerti con musiche di Corelli, Bach, Debussy, Ravel: suonano tra gli altri Gerhart Münch, Olga Rudge, Luigi Sansoni. Propone quindi Rapallo come centro di cultura internazionale.

Celebre foto di Ezra Pound scattata nel 1958 da Richard Avedon Rutherford nel New Jersey

Celebre foto di Ezra Pound dopo gli anni di internamento, scattata il 30 giugno del 1958 da Richard Avedon a Rutherford, New Jersey

Nel 1939 si reca negli Stati Uniti dopo molto tempo per parlare con Roosevelt: vuole convincerlo a evitare il conflitto tra USA e Italia, ma il presidente non lo riceve. In quell’occasione l’Hamilton College gli conferisce la laurea honoris causa. Durante la guerra tiene alla radio italiana discorsi sulla natura economica delle guerre, ribadisce il principio che “libertà di parola, senza libertà di parola alla radio, equivale a zero” e rimprovera a Roosevelt di aver iniziato una nuova “guerra dei trent’anni” e di essersi alleato con i comunisti. Nel 1943 per i suoi discorsi radiofonici viene accusato di tradimento dal tribunale del distretto di Columbia e nel 1945 si consegna al comandante dell’esercito nordamericano. È internato prima a Genova e poi nel campo di concentramento di Metato, presso Pisa, dove scrive i “Canti pisani”.

“Quello che veramente ami rimane,
il resto è scorie
Quello che veramente ami non ti sarà strappato
Quello che veramente ami è la tua vera eredità”

Trasferito a Washington con l’accusa di tradimento per aver pronunciato discorsi di propaganda antiamericana, il processo non si tiene, Pound viene dichiarato infermo di mente e internato nel manicomio criminale di Saint Elizabeth alla periferia di Washington. La prigionia smuove il mondo della cultura internazionale e nel 1949 gli viene assegnato il premio Bollingen per la poesia. Dopo dieci anni di proteste del mondo intellettuale viene liberato e ritorna in Italia dove rimarrà fino alla sua morte. L’incontro tra Pasolini e Pound avvenne nel 1967, alla fine di ottobre e dialogarono in un’intervista documentario di Vanni Ronsisvalle dal titolo “Pasolini-Pound. Un’ora con Ezra Pound”. In quest’intervista Pasolini si rivolge a Pound con una frase mutuata dallo stesso poeta americano e riferita originariamente a Walt Whitman: “Stringo un patto con Te./ Ti detesto ormai da troppo tempo./ Vengo a Te come un fanciullo cresciuto che ha avuto un padre dalla testa dura./ Sono abbastanza grande ora per fare amicizia./ Fosti Tu ad intagliare il legno./ Ora è tempo di abbattere insieme la nuova foresta./ Abbiamo un solo stelo ed una sola radice./ Che i rapporti siano ristabiliti tra noi”. E la risposta del vecchio Pound fu: “Bene… amici allora… Pax tibi… Pax mundi”.

Durante l’incontro che durò più di un’ora Pasolini lesse poesie di Pound e realizzò durante l’intervista, alcuni disegni molto pregevoli dello scrittore americano. I due rappresentano gli antipodi se collocati in un’ottica politica della loro memoria, eppure sono molto vicini nel pensiero. Entrambi amano la civiltà rurale e contadina, odiano la borghesia e il capitalismo, sono attratti dal mito. Inoltre: pur aderendo a ideologie politiche totalitarie non sono per niente organici a queste, che conoscono e rappresentano solo superficialmente e parzialmente. Sono intellettuali liberi, nel vero senso del termine, inclassificabili, anarchici e ribelli nelle loro scelte di vita, spesso autolesioniste.

Il tempo non è denaro, ma è quasi tutto il resto

Conosciuto per lo più per i suoi poemi, fu sicuramente trattato meno il Pound economista. Le convinzioni guida della sua visione politica economica sono certamente racchiuse in quattro concetti base enunciati nelle sue opere. Il primo: “La repubblica, la res publica significa o dovrebbe significare comodità pubblica”. Il secondo: “Il giusto scopo della legge è quello di impedire la coercizione, o con la forza o con l’inganno”. Il terzo: “La sovranità consiste nel potere di emettere moneta o di distribuire il potere di comprare (credito o denaro) che ne abbiate il diritto oppure no” E il quarto: “La civiltà dipende dal controllo locale del potere d’acquisto necessario per scopi locali”. Pound è convinto che la figura del poeta non possa astrarsi dalle circostanze in cui si trova a vivere, individua nel conflitto tra economia e finanza la chiave di volta del «mondo moderno» e dedica perciò ampia parte della sua letteratura e della sua poetica alla riflessione sul tema.

Altro celebre scatto di Pound nel 1971 ad opera di Henri Cartier-Bresson

Altro celebre scatto di Pound nel 1971 ad opera di Henri Cartier-Bresson

Il fulcro del conflitto è rappresentato dall’usura: all’argomento il poeta ha dedicato, oltre al Canto XLV dei suoi Cantos, due libri: “Abc dell’Economia” e “Lavoro e Usura. Per Pound il denaro non è una merce, ma una convenzione sociale, individua quindi nello strumento della moneta il centro dei problemi di un’economia reale sempre più dipendente dalla finanza, quando in realtà questa dovrebbe essere nient’altro che uno strumento a sostegno della prima. Per Pound era inconcepibile che le banche potessero creare denaro dal nulla attraverso semplici operazioni contabili. Allo stesso modo stabilisce che Il lavoro non è una merce, ma fondamento della ricchezza ed il modo più logico per distribuire ricchezza è distribuire lavoro. In ultimo, ma non per importanza il poeta americano assume che lo Stato non ha bisogno di indebitarsi poiché dispone del credito.

Il testo “ABC dell’economia” di cui senz’altro non si è parlato abbastanza, pubblicato nel 1933, è uno dei testi di economia più attuali di sempre. Pound scriveva di finanza etica, ridistribuzione del lavoro e dell’economia, problemi che oggi nel 2017 non solo non abbiamo risolto, ma addirittura peggiorato. Proponeva una redistribuzione che partisse dalla riduzione dell’orario di lavoro per tutti. Egli stesso affermava di come un uomo con molto tempo libero e con pochissimi soldi potesse avere molto di più dalla vita di un uomo oberato dal lavoro con molti soldi. Un uomo che non lavora tutto il giorno è un uomo libero di pensare, libero di nutrirsi non solo di cibo ma anche di cultura. Pound definiva l’ozio come “tempo libero liberato dall’ansia”.

Che l’uomo lavori quattro ore per la paga e poi, se ha ancora voglia di lavorare che lavori come un artista o un poeta, che abbellisca la casa o curi il giardino, che faccia ginnastica per stirarsi le gambe o che stia curvo su un tavolo da biliardo o stia seduto a fumare. Così facendo si godrebbe molto di più la vita

Una copertina dei Cantos, il poema incompleto formato da 116 sezioni, scritto fra il 1915 e il 1962

Una copertina dei Cantos, il poema incompleto formato da 116 sezioni, scritto fra il 1915 e il 1962

Questa soluzione, insiste Pound. “(…) se in questo anno (1933) per più di cinque ore non ci fosse più nessun disoccupato e alcuna famiglia priva di titoli cartacei sufficienti per consentirle di mangiare (…)”. Oggi la chiamano solidarietà, le aziende in crisi la applicano, ma se la applicassero anche gli stati in crisi? Pura follia, forse. Così si espresse nella celebre poesia “Contro l’usura”:

Con usura nessuno ha una solida casa
di pietra squadrata e liscia
per istoriarne la facciata,
con usura
non v’è chiesa con affreschi di paradiso
harpes et luz
e l’Annunciazione dell’Angelo
con le aureole sbalzate,
con usura
nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine
non si dipinge per tenersi arte
in casa ma per vendere e vendere
presto e con profitto, peccato contro natura,
il tuo pane sarà staccio vieto
arido come carta,
senza segala né farina di grano duro,
usura appesantisce il tratto,
falsa i confini, con usura
nessuno trova residenza amena.
Si priva lo scalpellino della pietra,
il tessitore del telaio
con usura
la lana non giunge al mercato
e le pecore non rendono
peggio della peste è l’usura, spunta
l’ago in mano alle fanciulle
e confonde chi fila. Pietro Lombardo
non si fe’ con usura
Duccio non si fe’ con usura
nè Piero della Francesca o Zuan Bellini
nè fu “La Calunnia” dipinta con usura.
L’Angelico non si fe’ con usura, né Ambrogio de Praedis,
nessuna chiesa di pietra viva firmata : “Adamo me fecit”.
Con usura non sorsero
Saint Trophine e Saint Hilaire,
usura arrugginisce il cesello
arrugginisce arte ed artigiano
tarla la tela nel telaio, nessuno
apprende l ‘arte d’intessere oro nell’ordito;
l’azzurro s’incancrena con usura; non si ricama
in cremisi, smeraldo non trova il suo Memling
usura soffoca il figlio nel ventre
arresta il giovane amante
cede il letto a vecchi decrepiti,
si frappone tra giovani sposi
contro natura
Ad Eleusi han portato puttane

carogne crapulano
ospiti d’usura.