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Sviluppo e progresso: di cosa parlava l’inedito di Pasolini

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Vincenzo Colao

Un inedito poco conosciuto di Pasolini merita di essere attenzionato e ci riferiamo a sviluppo e progresso. si tratta di una pagina scritta da Pasolini all’interno della quale esprime delle riflessioni e delle considerazioni proprio sul gruppo e sul progresso.

All’interno di questo scritto il suo scopo è quello di far vedere le contraddizioni della sinistra italiana che si stava mettendo in una strada di trasformazione antropologica

Quando viene scritto e sviluppo e progresso di Pasolini

Cosa troviamo al suo interno

La pagina sviluppo e progresso è stata scritta da Pasolini due anni prima di essere uccisi e cioè nel 1973. All’interno di questo scritto il famoso intellettuale, nonché regista e poeta, attacca il consumismo, la finanza e le banche, ma non solo.

Infatti all’interno di sviluppo e progresso troviamo anche una sua invocazione verso un mondo dove si possono avere certi risultati anche prendendosi cura del diritto all’ambiente all’interno dell’articolo.

Inoltre si scaglia contro la sinistra degli anni 70, i cui influssi ovviamente, ma questo lo aggiungiamo noi,si vedono anche nei tempi moderni. Si vedono cioè nella società del terzo millennio.

L’articolo di Pasolini non viene pubblicato dal Corriere della Sera, ma lo troviamo all’interno degli Scritti Corsari. Secondo quello che hanno affermato  molti critici addetti ai lavori questo inedito è collegato anche ad altri interventi di Pasolini che si trovano nelle lettere luterane o negli scritti  corsari.

La prima considerazione da fare riguarda il fatto che Pasolini parla di un’Italia legata allo sviluppo, ma senza il progresso, sottolineando però il grande peso che hanno queste parole nei dibattiti pubblici del nostro paese.

Le sue considerazioni sui termini sviluppa il progresso legato all’Italia

Quando parla di sviluppo lo lega al processo sociale economico che sta avvenendo nel sistema mondiale o comunque in uno specifico territorio. Si riferisce soprattutto all’avvento dell’epoca moderna e al passaggio dalla società agricola a quella industriale.

Infatti mentre la società agricola era basata sulle risorse naturali e il loro sfruttamento sistematico. Invece quella dell’Industria riguarda il settore terziario dei servizi che ad esso è collegato.

Lo sviluppo quindi sarebbe improntato sulla produzione di beni che servono per il benessere materiale di chi li possiede. Mentre per quanto riguarda il termine progresso deve essere collegato a una elevazione soprattutto morale.

Essa era conseguenza di una concezione della storia come progresso ed evoluzione dell’esistenza alla quale dovrebbe approdare gli esseri umani e le comunità.

Per arrivare a questo progresso c’è bisogno di rafforzare le basi materiali nonché l’espressione spirituale e sociale. All’interno di questo scritto sviluppo e progresso Pasolini, parlando della società italiana, inserisce delle riflessioni su tutti quei personaggi influenti che sono a favore dello sviluppo.

In particolare parla degli industriali che però producono beni non necessari, ma anche dei consumatori, che legano lo sviluppo a un cambiamento quantitativo del loro quotidiano e della loro vita sociale.

Quest’ultima si sarebbe espressa da quel momento in poi nell’allontanamento radicale dai valore culturale legati alla povertà e al risparmio del lavoro.  Invece la massa preme per uno sviluppo collegato a motivi esistenziali diventando al contempo portatrice di nuovi valori della società  consumista.

Il progresso sarebbe invece desiderato da quegli individui che non hanno bisogni urgenti ai quali dare la loro attenzione. Essi quindi hanno la voglia di battersi per la qualità delle loro relazioni umane e della loro vita quotidiana.

In questo caso si riferisce ai contadini operai e agli intellettuali di sinistra.

Altre riflessioni significative che troviamo all’interno dell’inedito sviluppo e progresso di Pasolini

All’interno dello scritto sviluppo e progresso Pasolini afferma che il progresso può essere considerato una nazione ideale ma solo se si considera lo sviluppo come un fatto economico e pragmatico.

Dal punto di vista dell’azione politica secondo lo scrittore è la destra, definita da lui clerico fascista ,a volere in concreto uno sviluppo, mentre la sinistra è più legata al progresso. Però la sinistra per raggiungere il potere si piega alla volontà di chi vuole lo sviluppo, da realizzare con l’ industrializzazione, rappresentata da un’espansione tecnologica ed economica.

In pratica il sistema capitalista sarebbe possibile con il progresso solo se vengono costruite basi solide di sviluppo.

Ma secondo Pasolini c’è stato uno sviluppo senza progresso soprattutto dal secondo dopoguerra in poi, periodo nel quale gli italiani vengono, senza rendersene conto, coinvolti in maniera troppo vorticosa dei processi di modernizzazione e di individualizzazione legati all’età contemporanea.

Secondo Pasolini nella vita quotidiana frenetica e caotica, che si vive in una città, ogni essere umano agisce, seguendo logiche di mercato, perché si piegano a una società conformista, definita dallo scrittore, come un penitenziario del comunismo.

All’interno di questo penitenziario regnerebbe una certa omologazione per quanto riguarda le ideologie e valori. Anche se da alcune intellettuali tutto questo viene definito in maniera strumentale emancipazione sociale.

Ma in realtà questa è un’illusione, dovuta anche a una rappresentazione poco realistica della società diffusa alla TV che non era assolutamente una finestra sul mondo nella quale guardare estasiati le meraviglie del Progresso e dello sviluppo, così come alcune persone ingenua secondo Pasolini credevano.

In definitiva le parole di Pasolini sono molto dure soprattutto quando si tratta di attaccare la Democrazia Cristiana, definita ambigua nell’uso del suo potere e anzi quasi fascista.

Alcune parti testuali importanti di questo scritto

Vogliamo chiudere questa analisi riportando  testualmente una piccola parte significativa dello scritto sviluppo e progresso di Pasolini perché le sue parole hanno la capacità di essere molto efficace per chi le legge.

«Ci sono due parole che ritornano frequentemente nei nostri discorsi: anzi sono le parole chiave dei nostri discorsi. Queste due parole sono “sviluppo” e “progresso”. Sono due sinonimi? O, se non sono due sinonimi, indicano due momenti diversi di uno stesso fenomeno? Oppure indicano due fenomeni diversi che però si integrano necessariamente fra di loro? Oppure, ancora, indicano due fenomeni solo parzialmente analoghi e sincronici? Infine; indicano due fenomeni “opposti” fra di loro, che solo apparentemente coincidono e si integrano?
Bisogna assolutamente chiarire il senso di queste due parole e il loro rapporto, se vogliamo capirci in una discussione che riguarda molto da vicino la nostra vita anche quotidiana e fisica”.
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