Forse la Groenlandia serve a Trump per esiliarci Jerome Powell, il governatore della Federal Reserve. Se potesse farlo davvero, lo farebbe. E il cielo voglia che non lo ritenga possibile, perché è davvero un crescendo e tutto può accadere.
E se ogni cosa sembra possibile o siamo prossimi alla follia, o lo è il Mondo e chi lo governa. L’ennesimo sisma della presidenza Trump riguarda ancora una volta Powell, il numero uno della Banca Centrale Americana, una di quelle personalità così pesanti che in tempi normali sarebbe intoccabile: silenzioso, autorevole, chino sul proprio lavoro. Così lo si immagina. Questa rappresentazione ha lasciato spazio ad un’altra, quella di un uomo come un altro, o quasi, indagato dal Dipartimento di Giustizia americano.

La procura di Washington ha avviato un’indagine sulle spese per le ristrutturazioni di alcuni palazzi storici della Fed. Il progetto di rinnovamento era stimato in 2,5 miliardi saliti a 3,1 miliardi. A motivare l’indagine sarebbe stata la deposizione di Powell in Congresso a giugno quando ha parlato delle ristrutturazioni. Il Dipartimento di Giustizia ha deciso di approfondire i capitoli di spesa e l’aumento dei costi dopo la segnalazione di una deputata Anna Paulina Luna, repubblicana della Florida. Trump non sembra estraneo a tutto questo
Il regista della campagna anti Fed sarebbe Bill Pulte, direttore dell’Agenzia del Federal Housing Finance, frequentatore della dimora del tycoon a Mar-a-Lago. Venerdì ha incontrato Trump, dicono i malevoli. E non solo a loro non sfugge un dettaglio: fu proprio lui, Bill, a presentare denuncia contro Lisa Cook, una governatrice della Fed, accusata di aver mentito in alcuni documenti necessari a richiedere un mutuo.
Trump ormai detesta Powell. Da aprile a luglio – secondo il New York Times – Trump ha insultato, criticato o citato Powell 43 volte. Un’ossessione delle sue. Il capo della Casa Bianca a luglio era arrivato a mostrare l bozza della lettera di licenziamento. Trump accusa Powell di timidezza nella politica monetaria della Fed, con tassi che Donald avrebbe voluto vedere scendere rapidamente, fino all’1 per cento
Il presidente non ha il potere di revocare il mandato di Powell se non per negligenza o corruzione. L’inchiesta apre a questa possibilità. Ma fin al 2028, anche dopo che l’incarico sarà giunto a termine l’ex governatore ha diritto stare nel Board. Ha chiesto più volte tagli al costo del denaro netti. Powell non si è mai piegato. Forse Trump spero ora di spingerlo a sparire dalla Fed in cambio di un’amnistia personale
Nessuno crede che Powell abbia commesso irregolarità nei lavori di ristrutturazione della sede della Federal Reserve Bank di Washington. L’indagine a carico del presidente della Fed è l’ennesimo scontro per assumerne il controllo e rilanciare un’economia reale che stenta a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale da Donald Trump . Ma Powell può restare fra i sette componenti del consiglio che decide sui tassi d’interesse, anche a maggioranza, insieme a cinque presidenti delle Federal Reserve regionali ed è probabile a questo punto che raccolga il guanto di sfida e decida di restare nel Board della Fed, qualora avesse mai avuto in animo di fare il contrario. Questo ennesimo fronte, questa volta interno, significa qualcosa. Fosse sicuro dello stato dell’economia Trump non cercherebbe di piegare ogni strumento all’imperativo di evitare una disfatta alle elezioni di Midterm. Un appuntamento che potrebbe rivelarsi cupo e freddo per il presidente come solo la Groenlandia sa esserlo.
