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L’Europa torna a spendere per le armi. E sono miliardi

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Paolo Zignani

C’era una volta l’Ue fiera dei molti anni trascorsi senza guerre. All’improvviso ora ci si vanta per la spesa militare

E’ davvero tutto cambiato, e in poco tempo. L’acronimo Asap parla da solo. Act in support ammunition production (Atto di supporto alla produzione di munizioni) evoca non a caso l’altro Asap (As soon as possible), come questa fosse la ragion d’essere principale dell’Unione europea. L’accordo fra i ministri degli esteri è già stato annunciato da Bruxelles. Come se non ci fosse nulla di più naturale che spendere 500 milioni di euro per produrre armamenti. Manca solo il via libera della commissione Industria, quindi il voto favorevole del Parlamento di Strasburgo.

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Le città ucraine sono diventate il simbolo della devastazione – lintellettualedissidente.it

Il metodo è sempre lo stesso, come da consuetudine e norma. L’Ue ha inoltre creato un nuovo fondo, appunto da mezzo miliardo, con cui cofinanziare progetti nazionali. Ciascuno Stato membro quindi proporrà un progetto e Bruxelles parteciperà per il 50%. Si seguirà dunque il modello dell’intervento comunitario contro il Covid. La copertura di Asap viene raggiunta usando parte dei soldi stanziati per il Next Generations Eu e per il fondo di coesione. In più, l’Ue ha anche deciso di stanziare la quinta tranche del fondo Edirpa, anch’essa di 500 milioni, per continuare a cofinanziare le forniture militari a favore dell’Ucraina. In tutto, fanno 2,5 miliardi, contando le cinque tranche, più il mezzo miliardo ottenuto con il nuovo fondo.

Pioggia di fondi messi a disposizione con urgenza

Secondo Kiev la via per la pace è questa, senza alternative praticabili e Bruxelles concorda. E’ stato il ministro degli esteri ucraino, Dmytro Kuleba, a far sapere di essersi rivolto ai ministri omologhi europei nel Consiglio Affari Esteri su invito dell’Alto rappresentante Joseph Borrell. La strategia è ormai condivisa da tempo. Acquisto comunitario di armamenti, sanzioni alla Russia e responsabilità per Mosca sono ora imprescindibili.

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Si fanno ancora più intense le forniture di armamenti all’Ucraina – lintellettualedissidente.it

Le norme comunitarie impediscono all’Ue di investire in armi i soldi del bilancio settennale. Vige però lo “Strumento europeo per la pace”, che permette di spendere 5 miliardi in sette anni per operazioni militari difensive. Con questo strumento, non appena la Russia ha invaso l’Ucraina Bruxelles ha vinto la propria storica riluttanza a entrare nelle guerre al di fuori dai propri confini.

Unica strategia attuata, sconfiggere la Russia

L’iter dell’approvazione della quinta tranche e del nuovo fondo deve ancora completarsi, tuttavia la maggioranza è molto ampia e coesa su questa linea. Pace, sicurezza e stabilità si potranno ottenere soltanto grazie al successo bellico dell’Ucraina, punendo gravemente la Russia. Il fondo già in vigore da più di un anno ha preso il nome di Edirpa (European Defence Industry Reinforcement through common Procurement Act).

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Immigrati ucraini attraversano il confine ricevendo aiuti – lintellettualedissidente.it

Si estende sul triennio 2022-2024 e viene considerato dai vertici di Bruxelles come un passo avanti verso l’integrazione europea per la Difesa. Si tratterebbe, dunque, di una strategia permanente. Gli Stati europei producono così più armi per Kiev e ricostituiscono il loro arsenale. Il fondo Asap funzionerà con appalti comuni fra gli Stati membri, favorendo la loro collaborazione. Per ottenere il cofinanziamento europeo di un appalto occorrerà la partecipazione di almeno tre Stati.

Appalti europei in tutta fretta per vincere la guerra

Quando l’Ue si comporta come uno Stato vecchio stile, con dei confini precisi, un potere centrale e una forza militare, il consenso parrebbe aumentare. Le critiche comunque ci sono e si fanno sentire. In un’intervista a Domani, Marc Botenga, del Partito del Lavoro belga, attacca l’Ue per l’evidente sostegno concesso ai colossi industriali del settore militare, che pure hanno già realizzato extraprofitti. E proprio mentre l’inflazione sta mettendo a dura prova la resistenza del ceto medio basso. Inoltre, Botenga fa notare che il fondo Asap, per quel che finora se ne sa, introdurrà discutibili margini di flessibilità nei rapporti di lavoro. Con il rischio conseguente di un peggioramento delle condizioni di lavoro degli addetti del settore. E tutto questo grazie alla procedura d’emergenza avviata dall’Ue.

In Italia e in Europa, il M5S si oppone duramente, con Botenga e le sinistre. Quanto all’integrazione europea in fatto di Difesa, il grande artefice è il presidente francese Emmanuel Macron. Dal 2017 propone una Difesa comune. E insiste soprattutto da quando l’amministrazione Trump ha fatto sapere agli europei che un trattato sugli armamenti nucleari intermedi era stati congelato dagli States perché i russi non lo rispettano più. Il vecchio continente nemmeno sapeva che esistesse quel trattato. Macron sottolineava che non è più possibile delegare ad altri la firma dei trattati internazionali. Ma per questo occorre una potenza militare comune.

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