Chi siamo

Disclaimer

Privacy Policy

Il pozzo senza fondo degli aiuti a Kiev sta per toccare il fondo, dice il Pentagono

Foto dell'autore

Paolo Zignani

L’invio gratuito di armi all’Ucraina, da parte degli Stati Uniti, è agli sgoccioli. Joe Biden a questo punto rischia di rimetterci la faccia.

Quel manipolo di otto deputati repubblicani ribelli al loro partito, più trumpiani dello stesso Trump, si stanno prendendo responsabilità di portata mondiale. Incredibile a dirsi, eppure sono loro ad aver cambiato le dinamiche tra maggioranza repubblicana e minoranza democratica al Congresso degli Stati Uniti. Gli otto hanno infatti sommato i loro voti a quelli dei democratici nel voto sulla mozione di sfiducia allo speaker Ken McCarthy. E ora il Congresso è fermo, fino all’elezione del prossimo speaker. Il problema sta anche nel voto dei democratici del Congresso, che hanno consapevolmente esposto l’istituzione a un rischio enorme.

 

Il pozzo senza fondo degli aiuti a Kiev sta per toccare il fondo, dice il Pentagono
Joe Biden, alla porta, sorride dolcemente – lintellettualedissidente.it Ansafoto

Un problema è anche la strategia americana, che da un anno e mezzo in particolare, e in generale dal 2014 tramite la Nato, finanza l’acquisto di armi per l’Ucraina. I finanziamenti dipendono dal consenso di una maggioranza che, fra uno schieramento e l’altro, è stanca. Il pacchetto finanziario proposto di Joe Biden, utile a far funzionare il governo, comprese scuole, musei, uffici pubblici, processi civili, finanziamenti per piccole e medie imprese, è stato approvato fra gli ultimi atti del Congresso. A eccezione però dei fondi per la sicurezza dell’Ucraina.

Quando otto deputati provano a scrivere la storia

In tutto, gli Stati Uniti hanno investito per l’Ucraina somme enormi. Secondo l’Ukraine support tracker, dall’inizio dell’invasione russa Washington ha sborsato 43,2 miliardi di dollari in aiuti miliardari, 24,5 in aiuti finanziari e 1,61 per aiuti umanitari. Il calcolo è complesso. Si stimano in media almeno due miliardi al mese per le sole armi. C’è un altro pacchetto di 6,2 miliardi di dollari, in armi, ora sospeso. In più, il presidente Joe Biden ha proposto altri 13 miliardi in armi e 8 in aiuti umanitari. Proposta respinta sinora dal Congresso. Biden si è dichiarato ottimista: al Senato i democratici hanno la maggioranza, quindi la proposta passerà. Poi però dovrà tornare al Congresso, camera bassa, e in tal caso potrebbe essere discusso un testo di compromesso, come le norme prevedono.

Bisogna rendersi conto del fatto che Biden, inserendo quei 13 miliardi per Kiev all’interno del pacchetto di 40 miliardi di dollari destinato a far funzionare gli uffici pubblici, ha considerato il successo bellico dell’Ucraina esistenziale per gli Stati Uniti. Sullo stesso piano. Come se l’Ucraina fosse il più importante dei 50 Stati dell’Unione. Inevitabilmente, data la situazione, il Pentagono ha inviato una lettera dai toni drammatici al Parlamento americano.

L’enorme prezzo della difesa del territorio ucraino

Il sottosegretario alla Difesa Michael McCord ha fatto i conti e ha informato i legislatori che dell’ultimo pacchetto di aiuti militari, 25,9 miliardi di dollari, restano solo 1,6 miliardi. Il dato di fatto è che gli Stati Uniti entrano in difficoltà per gli approvvigionamenti delle loro stesse forze armate. Quando si parla di spese per le armi, si comprende il costo delle munizioni per l’artiglieria, i razzi i missili, pallottole e proiettili e bombe. E’ l’immenso prezzo pagato da Washington per pagare il costo della controffensiva a pié di lista, a richiesta e senza certo perder tempo in controlli, pagando così pure l’alto prezzo della corruzione dei funzionari ucraini.

La domanda allora non può essere più soltanto quella etica iniziale, se il popolo ucraino abbia diritto all’indipendenza dalla Russia entro i confini del 1991, Crimea inclusa. Ora il popolo ucraino, se rivuole il territorio del ’91, si trova totalmente dipendente dalla Nato e dagli Stati Uniti. E’ vera indipendenza questa? E’ libertà? Gli Stati Uniti stanno facendo tutto il possibile. I proiettili confiscati l’anno scorso all’Iran, più di un milione, sono stati inviati ai soldati di Kiev. Erano munizioni che l’Iran aveva destinato ai ribelli Houthi dello Yemen, una milizia sciita. Siccome l’Iran ha violato l’embargo stabilito nel 2015 dall’Onu, gli Stati Uniti hanno inviato quelle munizioni all’Ucraina.

L’Occidente si divide mentre la Russia attacca

Joe Biden insiste comunque e ribadisce che questo sforzo economico è necessario e urgente. Gli Stati Uniti sono la nazione di cui il mondo non può fare a meno. E l’Ucraina ha bisogno di sostegno per difendersi dall’aggressione e dalla brutalità della Russia. Occorre di nuovo, dunque, un’assunzione dei responsabilità da parte dei deputati del Congresso, repubblicani innanzitutto, come in seguito da parte dei senatori.

Il pozzo senza fondo degli aiuti a Kiev sta per toccare il fondo, dice il Pentagono
A Hroza, vicino a Kupyansk, un missile russo ha ucciso 51 persone – lintellettualedissidente.it Ansafoto

Il Congresso ha risposto no, in modo chiaro, sfiduciando lo speaker. Nel vecchio continente, l’Alto responsabile della politica estera dell’Ue Joseph Borrell, ha proposto un nuovo fondo di aiuti per la sicurezza dell’Ucraina, di 5 miliardi di euro, rimanendo sorpreso dallo stop americano. Joe Biden a questo punto dovrà giocarsi con molta attenzione la propria credibilità, dato che la Russia sta avviando la propria controffensiva, vera e propria.

 

Gestione cookie