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Il Governo punta all’APE Sociale donna e al cumulo previdenziale: la riforma pensione fa un restyling delle vecchie misure

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Samanta Airoldi

Tra le diverse proposte in ballo sul fronte previdenziale sembra prevalere un’estensione di Ape sociale e una nuova pensione per i giovani.

Pur essendo ancora molto lontana una riforma delle pensioni completa, si inizia a definire un quadro un po’ più preciso di cosa accadrà nel 2024. Vediamo insieme tutte le possibili novità.

Pensione nel 2024
Novità sul fronte pensioni/ Intellettuale.dissidente.it

Due miliardi di euro sono troppo pochi per riformare il mondo della previdenza sociale e cancellare la legge Fornero. A ciò si aggiunge un altro grande problema: il calo delle nascite degli ultimi due decenni. Agevolare troppe uscite anticipate significa mandare in tilt tutto il sistema. Qualcosa va pur fatto però altrimenti il rischio è il ritorno della legge Fornero per tutti.

Dopo gli ultimi incontri tra Governo e sindacati si inizia a delineare un quadro un po’ più preciso di cosa potrebbe cambiare nel 2024. Per ora nulla è stato deciso in via definitiva ma l’Esecutivo di Giorgia Meloni sembra puntare molto su Ape sociale che potrebbe venire estesa ad una platea più ampia. Si profila inoltre l’ipotesi di una pensione speciale, dedicata ai “millenials”.

Come si andrà in pensione nel 2024

Come ha più volte ribadito il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti “tutto non si può fare”. Ma non si può nemmeno non fare niente e accettare un ritorno alla legge Fornero per tutti. Vediamo, allora, quali potrebbero essere i cambiamenti che ci attendono il prossimo anno.

Pensione per i giovani
Ape sociale e pensione “millennials “/ Intellettuale.dissidente.it

Quasi certa la riconferma di Quota 103 per il 2024. Questa misura di prepensionamento consente di lasciare il lavoro a soli 62 anni con un requisito contributivo minimo di 41. Niente da fare per Quota 41 che, per il momento, non potrà essere estesa a tutti in quanto comporterebbe un’emorragia di denaro che il Governo non può permettersi.

L’Esecutivo sta puntando molto su Ape sociale, misura introdotta nel 2017 che prevede la possibilità di andare in pensione a 63 anni con un requisito contributivo che oscilla tra i 30 anni e i 36, a seconda della categoria lavorativa. Ad oggi possono accedere alla pensione anticipata con Ape sociale solo le seguenti categorie:

  • caregiver da almeno 6 mesi;
  • disoccupati senza indennità da almeno 3 mesi;
  • invalidità con disabilità pari o superiore al 74%;
  • addetti a mansioni usuranti da almeno 7 anni negli ultimi 10.

Il Governo sta valutando di ampliare la platea dei beneficiari di Ape sociale e, in particolare, di estenderla alle donne. In pratica Opzione donna verrebbe sostituita da Ape donna. L’età pensionabile si sposterebbe a 63 anni ma ci sarebbe il vantaggio che l’assegno previdenziale non verrebbe ricalcolato con il sistema contributivo puro. Ricordiamo che però, con Ape sociale, fino al raggiungimento dei 67 anni di età, la pensione non può mai essere superiore a 1500 euro al mese e non sono previste né la tredicesima né la quattordicesima.

Infine, l’ultima novità decisamente importante, potrebbe essere l’introduzione di una pensione speciale destinata ai “millenials”, cioè i giovani che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996 e che, quindi, rientrano nel sistema contributivo puro. Il Governo sta valutando di incentivare le pensioni integrative che potrebbero essere poi utilizzate per raggiungere i contributi e l’importo necessario per andare in pensione una volta raggiunta l’età. Infatti con la legge Fornero si può andare in pensione a 67 anni solo se gli anni di contributi sono almeno 20 e l’importo dell’Assegno previdenziale è pari almeno a 1,5 volte l’importo dell’Assegno sociale.

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