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Augusto Del Noce: storia di un grande filosofo

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Vincenzo Colao

Augusto Del Noce nasce a Pistoia l’11 agosto del 1910 per poi morire a Roma il 30 dicembre 1989. Parliamo di un personaggio importante conosciuto come filosofo, ma non solo, visto che è stato anche un politico.

Infatti è stato senatore della Repubblica italiana nella nona legislatura dal 15 febbraio del 1984 nel gruppo parlamentare della Democrazia Cristiana e nella circoscrizione del Lazio.

Ebbe come incarico parlamentare importante quello di membro della settima commissione permanente per quanto riguarda l’istruzione pubblica.

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Il pensiero di Augusto Del Noce

I suoi principali studi nell’ambito filosofico

Augusto Del Noce era laureato in Lettere e Filosofia:inoltre è stato titolare della cattedra di storia delle dottrine politiche all’università La Sapienza di Roma. Era molto conosciuto e famoso per i suoi studi sul pensiero moderno, collegato a Hegel e Marx e sul razionalismo cartesiano.

Durante la sua vita si impegnò per quanto riguarda lo studio della filosofia soprattutto nell’analisi  delle radici teologiche e filosofiche collegate alla modernità. Inoltre ricostrui con grande attenzione e grande cura tutte le contraddizioni che sono legate all’immanentismo.

Nel corso del suo lavoro come professore di filosofia provò ad argomentare l’incompatibilità tra l’umanesimo, il marxismo ed altri sistemi di pensiero che sostenevano la dottrina Cristiana e la liberazione secolare dell’uomo.

Proprio per questo motivo provo a sostenere in maniera ferma e tenace quella che per lui era un’impossibilità di dialogo con comunisti e cattolici, facendo anche una previsione nel 1978 relativo al suicidio della rivoluzione.

Egli studiò con molta attenzione il fenomeno del fascismo sostenendo che si trattasse di una ideologia che semplicemente stava continuando l’opera del comunismo e soprattutto sosteneva che fosse un momento importante, legato alla secolarizzazione della modernità.

Al contempo durante la sua carriera sostenne l’esistenza di tanti punti di contatto tra il pensiero dei cosiddetti sessantottini e il fascismo. Preconizzò al contempo la crisi del socialismo reale, proprio quando quest’ultimo stava conoscendo una grande espansione in tutto il mondo.

 Le sue dichiarazioni più famose

Sempre per quanto riguarda il socialismo reale sostenne che questo sistema da una parte negava le premesse del marxismo, visto che il sistema di Max si passava proprio sulla contraddizione tra materialismo storico e dialettica. Però allo stesso tempo applicava in maniera coerente la filosofia di Max Steel.

Inoltre nella sua opera ribadì la necessità di impegnarsi per raggiungere valori di moralità e di verità. Tra le sue dichiarazioni famose riportiamo quelle rilasciate il 7 giugno 1985 ha una rivista settimanale italiana chiamata il Sabato e diretto da Paolo Liguori.

Durante un’intervista per quanto riguarda  la cristianità sostiene testualmente che: «Certo i cattolici hanno un vizio maledetto: pensare alla forza della modernità e ignorare come questa modernità, nei limiti in cui pensa di voler negare la trascendenza religiosa, attraversi oggi la sua massima crisi, riconosciuta anche da certi scrittori laici».

Biografia

Tappe principali della vita di Augusto Del Noce

La vita e gli  avvenimenti importanti di questo filosofo sono veramente ricchi: proprio per questo è difficile riassumere. Ma è importante dire per quanto riguarda la sua famiglia che era figlio di un Baldo Del Noce, ufficiale dell’esercito, e di una saponetta discendente di una famiglia nobile savoiarda cioè Rosaria Pratis.

Tutti i suoi studi furono svolti a Torino prima al liceo D’Azeglio, molto famoso visto che era frequentato da molti protagonisti della vita culturale italiana come per esempio Cesare Pavese e Felice Balbo. Poi si iscrisse all’Università degli Studi di Torino, alla Facoltà di Lettere e Filosofia, laureandosi nel 1992, con Carlo Mazzantini, presentando una tesi su Malebranche.

  Avvenimenti principali della sua vita e della sua carriera

  • Nel 1936 fu ispirato dalla lettura dell’Umanesimo integrale di Jacques Maritain che rafforzò in lui l’opposizione al fascismo.
  • Nel 1941 si trasferisce a Roma dopo la proposta del suo amico per Enrico Castelli, frequentando la sinistra Cristiana. Essa si poneva come tentativo di conciliazione tra cristianesimo e comunismo affascinando per questo motivo Del Noce.
  • Nel 1944 torna a Torino dopo che era stata accolta la sua richiesta di trasferimento in un istituto superiore di Torino, dove torna a insegnare. Ma allo stesso tempo studia e collabora con diversi periodici tra cui Cronache Sociali.
  • Nel 1946 scrive il saggio sulla filosofia di Marx che verrà pubblicato vent’anni dopo all’interno della sua Maggiore opera. Nella sua opera fissò i principi base della sua interpretazione del marxismo.

Nel 1951 nasce suo figlio Fabrizio Del Noce è conosciuto poi dopo tanti anni in Italia per essere giornalista della Rai.

  • Nel 1954 collabora con l’enciclopedia filosofica del Centro Studi Filosofici Cristiani di Gallarate.
  • Nel 1964 pubblica il problema dell ateismo e successivamente Riforma Cattolica e Filosofica Moderna.
  • Nel 1981 scrive cattolico comunista, chiudendo la sua esperienza con Rodano che nel frattempo aveva lasciato la Democrazia Cristiana per il Partito Comunista.

Principi basi della interpretazione di Augusto Del Noce del Fascismo

Gran parte del suo studio e delle sue opere Del Noce fu dedicata al fascismo e alla sua interpretazione, relazionandosi col marxismo, ma partendo dalle opinioni ideologiche degli storici nei confronti di questi fenomeni.

In tutti gli anni in cui dedicò i suoi studi a questo fenomeno importante per l’Italia, Del Noce fece una critica serrata facendo notare in primis le origini culturali di chi fondò il fascismo cioè Mussolini e Gentile,

Affermò infatti che erano antitetiche rispetto a ogni forma di politica nazionalista, tradizionalista e reazionaria, mentre erano molto più affini a socialismo del quale Mussolini fu esponente.

In pratica Del Noce ebbe come obiettivo quello di colpire e ribaltare la concezione classica del fascismo come un momento controcorrente rispetto alla storia moderna della Rivoluzione francese.

Inoltre secondo la sua opinione esisteva nel fascismo una continuità ritenuta indispensabile che si era posta tra hegelismo, fascismo e marxismo, i quali furono i momenti più importanti dell’unico processo di secolarizzazione.

Pone inoltre l’attenzione sulla figura di Mussolini e sulla sua formazione culturale accentuando il suo anticlericalismo, ma soprattutto il suo confluire spontaneo nel socialismo, per poi superarlo e fondare il fascismo.

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