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L’opera d’arte con le parole di tutte le lingue del mondo installata a Pisa

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Claudio Agave

In un mondo che ha (o meglio, avrebbe) bisogno di pace ma che invece è dominato dalla guerra, forse l’arte può essere una delle ultime risposte civili nei confronti di quest’ultima. Da sempre baluardo nel poter dettare buonsenso e bellezza, l’arte – intesa in senso generale – non può che essere apprezzata e amata. Dunque, anche rispettata, nel pieno diritto di tutti i cittadini del mondo che ne vanno a beneficiare. Anche per questo l’installazione dell’opera d’arte recentemente presentata a Pisa sulla pace assume un senso anche più ampio rispetto a quello strettamente letterale.

L’opera d’arte presente a Pisa

Stiamo parlando infatti dell’installazione “Cieloterra – Piece of wor(l)d”, un’opera artistica ideata dall’artista giapponese Marina Tanaka, che si è avvalsa della collaborazione con l’Istituto di Intelligenza Meccanica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. In una connection perfetta tra oriente e occidente, tra Giappone e Italia, quest’opera trova la sua realizzazione e installazione anche grazie alla persona di Chiara Evangelista, cioè una delle persone che hanno dato un grande apporto per l’Istituto di Intelligenza Meccanica già citato. Il coordinamento scientifico dell’opera è stato invece affidato a Massimo Bergamasco, che dell’Istituto di Intelligenza Meccanica è direttore. La stessa struttura ci tiene a specificare come l’opera sia stata pensato per lo spazio interno della chiesa in cui risiede, avendo come tema la ricchezza e le molteplicità delle lingue del mondo.

L’opera è stata installata ufficialmente ieri e ovviamente subito inaugurata. Sarà visibile fino al giorno 19 febbraio negli orari dalle 17:00 alle 20:00 presso la Chiesa Sant’Anna di Pisa.

La genesi dell’opera e il suo senso

Tale opera è stata ottenuta tramite ovviamente il percorso personale dell’artista che l’ha plasmata. Marina Tanaka ha infatti con sé un vissuto di viaggio e di conoscenze attraverso molte delle nazionalità di questo mondo e ha cercato di integrare le sue stesse conoscenze in un opera ad ampio respiro. Ma che fosse, al tempo stesso, apprezzabile con amore e dedizione da qualsiasi tipo di pubblico.

La stessa Tanaka ha spiegato che, a livello puramente scenografico, per quanto riguarda l’opera l’installazione del cielo rappresenta una sorta di astrazione utopica che, a sua volta, si appoggia sulla lingua Esperanto. Di contro, la rappresentazione della terra è invece legata alla concretezza, cioè un tema principale della vita umana, in questo caso rappresentata tramite l’ausilio di varie lingue. Non solo un messaggio di pace, quindi. Bensì un vero e proprio “concerto” di parole e di significati che alla pace sono in qualche maniera legati.

Come vivere al meglio l’opera

Di fatto, l’opera può essere goduta dallo spettatore in maniera molto immersiva. Di fatto si tratta di un ambiente in cui la persona viene letteralmente abbracciata. L’opera consiste in un sound scape ottenuto dalla pronuncia di parole appartenenti a idiomi differenti. Nel corso del suo viaggio immersivo fatto di parole, tra il cielo e la terra, il visitatore sarà poi in contatto con una rosa, considerata simbolo di una ideale perfezione. Essa, restando in sospensione rispetto al suolo, finisce però per perdere la sua linfa vitale, abbracciando così un significato metaforico. Invece, le torri presenti all’interno dell’installazione hanno un altro significato.

Esse infatti esprimono l’ambizione e il desiderio umano per uno slancio verso l’utopia. Di cui, in effetti, la stessa pace è a volte inconsapevole tramite o desiderio. Un’opera d’arte che tocca importanti corde dell’animo umano. E che lo fa utilizzando lo strumento delle parole, da sempre legate alle emozioni in tutta la loro forma. Un’esperienza notevole per qualsiasi visitatore che voglia sfiorare cielo e terra. Ma anche la possibilità intima di conoscere meglio idiomi, simbologie, sogni.

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