La Le Pen definisce il M5s un’ “eruzione cutanea” termine un po’ forte, ma basterebbe questo a far capire quanto siano distanti le due forze politiche che i media continuano a voler accomunare. Ha definito poi il M5S “un’allergia alla vita politica”. Altro difetto già più volte riconosciuto fra i grillini: talmente è forte il sentimento di antipolitica che spesso si perde la lucidità dell’analisi politica stessa. Si potrebbe dire un difetto da “foga”. Marine Le Pen riconosce infine che pur essendo stato all’inizio questo un elemento di forza per Grillo, ora ne esalta le contraddizioni.

La critica del Front National regge. I problemi del Movimento 5 Stelle sono alla base, sono strutturali. La politica nasce dalle idee e un partito in cui convivono anime così diverse non può durare a lungo, soprattutto se dovesse andare al governo. Come conciliare temi come quello dello Ius Soli, le adozioni gay e così via? Marine Le Pen pensava di aver trovato un alleato in Italia, per poi invece accorgersi che il Movimento 5 stelle, pur avendo validi elementi, rischia di essere l’ennesimo contenitore per incanalare la protesta antieuropeista senza però un vero progetto di rivoluzione. Troppi i dubbi legati alla Casaleggio associati e ai suoi affari poco chiari. Troppe le incongruenze tra il partito francese legato a tradizioni forti e da valori formanti e il movimento di Grillo il quale invece ha il grandissimo problema di non avere un’identità che leghi i suoi sostenitori.

L’impressione è che difficilmente Marine Le Pen potrà trovare, almeno ad oggi il suo alter ego italiano, purtroppo per lei e probabilmente anche per noi. A cinque mesi dal voto, Marine Le Pen sembra avere davanti a sé una strada spianata grande quanto un boulevard. A seconda degli istituti, potrebbe ottenere tra il 25 e il 30% al primo turno delle presidenziali. Il suo problema è il dopo. Come guadagnare oltre venti punti, arrivando alla soglia del 50% per entrare all’Eliseo?