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Prima di entrare nell’ambito delle polemiche, è opportuno spiegare in cosa consista il Muos. Il Mobile User Objective System è un sistema di comunicazioni satellitari ad alta frequenza, gestito dal Dipartimento degli Stati Uniti. La struttura complessiva è stata progettata per fornire un efficiente apparato comunicativo di trasmissione per le operazioni militari e si compone di quattro satelliti e quattro stazioni di terra, una delle quali è stata ultimata nel comune di Niscemi nel 2014. I satelliti, in orbita geostazionaria, sono dotati di Code Division Multiple Access a banda larga (WCDMA), con una velocità di trasmissione la quale risulta essere 16 volte maggiore rispetto all’attuale sistema satellitare Ultra High Frequency (UHF).

Le quattro basi M.U.O.S. nel mondo

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L’ammiraglio Christian Baker, responsabile del Comando e Controllo delle Comunicazioni e dell’Intelligence del Pentagono, ha affermato con tono di eccessiva soddisfazione:

“Le controversie con i residenti che hanno bloccato l’attivazione delle tre stazioni di terra a Niscemi, in Sicilia, sono state risolte. Le antenne del Mobile User Objective System sono operative e trasmettono regolarmente”

Le dichiarazioni del dirigente statunitense suonano piuttosto ambigue agli esponenti del movimento No Muos e agli abitanti del comune di Niscemi, i quali sono stati letteralmente scavalcati dal governo americano, con la complicità delle istituzioni regionali siciliane. La società civile del luogo ha denunciato, nel corso degli anni, i rischi che deriverebbero dall’impiego di tali tecnologie di comunicazione, sia per quanto concerne la salute degli esseri umani data l’emissione di onde elettromagnetiche, sia per la fauna protetta, entrambi sottoposti a un maggiore rischio di contrarre patologie tumorali. Per non parlare del fatto che la riserva naturale dove è stato costruito (abusivamente) il Muos era un tempo la più grande sughereta della Sicilia centro-meridionale, oggi sottoposto a vincolo paesaggistico.

Da vedere tutto…

Per gli attivisti No Muos, tuttavia, la partita non è ancora stata persa, dal momento che la base è operativa, ma non attiva, ossia essa è pronta all’uso ma senza esser stata ancora utilizzata. Fabio D’Alessandro, membro del comitato No Muos, esprime la propria contrarietà alle operazioni militari americane, accusando le istituzioni di repressione nei confronti del movimento:

“Proprio mentre è in atto una persecutoria campagna repressiva nei nostri confronti, apprendiamo di questa ulteriore novità che in realtà conferma le nostre percezioni. Voglio ricordare che c’è ancora un processo penale in corso, e in ogni caso noi non molleremo fino a quando l’impianto non sarà smantellato. Possono anche accenderlo, tanto prima o poi lo spegneremo”

Nel mese di agosto 2016, la quinta sezione del Tribunale del riesame di Catania ha deciso di avviare il dissequestro del Mobile User Objective System, con la revoca del decreto di sequestro emesso il 31 marzo del 2015 dal Gip di Caltagirone e la restituzione dell’impianto al Ministero della Difesa. Quest’ultimo ha fatto ricorso contro il sequestro della Procura di Caltagirone, che aveva inoltre deciso del mantenimento dei sigilli alla struttura militare, ottenendo che il Muos non risultasse più una struttura abusiva. Si tratta di una duplice sconfitta, non soltanto per il popolo siciliano, ma per l’Italia intera. Le istituzioni del territorio nazionale muovono guerra l’una contro l’altra, pro o contro gli interessi militaristici nord-americani, senza pianificare una strategia di collaborazione e riappropriazione del suolo italiano attualmente in mano alla Nato. La volontà popolare di Niscemi, come la sua salute, sono state del tutto schiacciate dalle priorità geopolitiche di una potenza straniera, col beneplacito delle corrotte amministrazioni locali. Non è tutto perduto, ma questi episodi, queste sconfitte, devono fungere da sprone per una pronta reazione e un risveglio decisivo della coscienza popolare.