Ѐ stata un estate ricca di guai per Soros. Prima wikileaks smaschera l’operazione “Panama Papers” fornendo prove del fatto che sia USAID che Soros abbiano finanziato ed assistito non solo il gruppo di giornalisti investigativi autori dello scandalo, ma anche la campagna di informazione nei media e nei giornali sia europei che americani. Alla fine tutto lo scandalo non era altro che uno dei modi per attaccare Putin e indebolire la sua immagine tra i russi. Operazione miseramente fallita, in Russia si è parlato pochissimo dello scandalo. Il governo russo tra l’altro ha costruito negli ultimi due anni forti anticorpi contro la propaganda sorossiana, bandendo le ONG collegate alla Open Society Foundation di Soros bollate come “Indesiderate” dalla procura generale di stato. È invece riuscita la farsa in Europa, dove nonostante non ci fossero prove certe del coinvolgimento di Putin nello scandalo, le prime pagine dei maggiori quotidiani e riviste titolavano “Scandalo Panama Papers” mettendo come immagine la faccia del presidente russo. Tutto inutile anche in questo caso, le popolazioni europee sono drogate da decenni dalla propaganda antirussa, non ci fanno più caso. Poi arriva nel bel mezzo dell’ estate la portata principale, lo scandalo DCleaks, provocato da un gruppo di “hacktivisti” americani autodefinitisi lottatori per la libertà di espressione, i diritti umani e per il governo del popolo, i quali hanno hackerato 2576 file collegati alle società di Soros riuscendone a smascherare le malefatte commesse in tutto il mondo. I file sono tutti leggibili nel sito soros.dcleaks.com. Nella home del sito viene spiegato il motivo dell’ hackeraggio : <<George Soros è un magnate ungherese-americano, investitore, filantropo, attivista politico e autore di origine ebraica. Giuda più di 50 fondazioni sia globali che regionali. È considerato l’architetto di ogni rivoluzione e colpo di Stato di tutti il mondo negli ultimi 25 anni. A causa sua e dei suoi burattini gli Stati Uniti sono considerati come una sanguisuga e non un faro di libertà e democrazia. I suoi servi hanno succhiato sangue a milioni e milioni di persone solo per farlo arricchire sempre di più. Soros è un oligarca che sponsorizza il partito democratico, Hillary Clinton, centinaia di uomini politici di tutto il mondo. Questo sito è stato progettato per permettere a chiunque di visionare dall’ interno l’Open Society Foundation di George Soros e le organizzazioni correlate. Vi presentiamo i piani di lavoro, le strategie, le priorità e le altre attività di Soros. Questi documenti fanno luce su uno dei network più influenti che opera in tutto il mondo>>. Il personaggio George Soros risulta essere di particolare interesse per chi intenda studiare come la parte più ricca della popolazione mondiale riesca a costruire un egemonia culturale affine ai propri interessi ed al loro mantenimento. Chi osserva con particolare attenzione i fatti geopolitici ricorderà certamente come Soros abbia agito dagli anni 90′ in poi nei paesi dell’ ex unione sovietica provocando le cosiddette “rivolte colorate” attraverso la diffusione capillare di ONG con la funzione di propaganda e di formazione di nuove classi dirigenti, e attraverso l’acquisto di quotidiani e televisioni. Stesso tipo di azioni sono state perpetrate nella Romania di Ceausescu, nelle repubbliche della ex Jugoslavia e continuano ad esserlo tutt’oggi nei paesi Arabi, basti pensare a come i “caschi bianchi”, finanziati da Soros, agiscono in Siria diffondendo false immagini di persone civili morte, uccise secondo la loro impostazione dai russi o dal presidente siriano Assad.

Immagini che passano sui nostri telegiornali, ignorando il fatto che vengano puntualmente smentite dai familiari delle vittime i quali dichiarano che i morti delle foto in realtà erano combattenti o ribelli. Questi fatti sono ormai storia, invece lo scandalo DCleaks è così interessante poiché per la prima volta emerge in modo palese come le società di Soros esercitino forti influenze in Europa e negli Stati Uniti. Elencherò brevemente alcune parti dei documenti più emblematici. Si legge in un rapporto 2015/2016 della Open Society European Policy Institute che l’obbiettivo principale è quello di “influenzare i decision-makers” ovvero coloro che prendono le decisioni, indicando come priorità: applicare procedure di infrazione verso i paesi UE che non accolgono immigrati fornendo prove ed argomenti alla Commissione Europea, “individuare strategie per far accettare ai cittadini il fenomeno dell’ immigrazione”, “mappare l’influenza della Russia in Europa”, “sviluppi chiave nelle ultime 48 ore della crisi dei migranti in Europa” addirittura formulando piani triennali su come gestire il problema, “monitorare ed influenzare il dibattito sulla crisi Ucraina in Germania”.

Per tutti questi programmi, così come per influenzare le elezioni europee, sono state spese diverse centinaia di migliaia di euro al mese, perfettamente descritte da tabelle di budget preventivi e consuntivi consultabili sul sito. Ingenti quantità di denari risultano essere donate ad associazioni come Arcigay, Human Right Watch, Amnesty International. Anche la campagna elettorale di Hillary Clinton è stata profumatamente finanziata, addirittura 650.000 euro sono stati donati ad associazioni legate alla chiesa come Pico o FPL, con lo scopo di indirizzare i cristiani contro Donald Trump, nel documento c’è scritto: “Pico e FPL lavoreranno per spostare i paradigmi e le priorità nazionali nel periodo che precede la campagna presidenziale 2016”. In uno studio su come la crisi economica influenzi la partecipazione politica si legge: “l’avversità in campo economico stimola apatia perché i cittadini sono più preoccupati a risolvere i propri affari privati”. Ma, come si evince dai documenti pubblicati, l’azione delle società di Soros si spinge ben oltre, arrivando addirittura ad individuare eurodeputati, politici ed altri uomini di spicco in Europa con idee affini alla “Open society” da finanziare, ne sono stati individuati 226 solo al parlamento europeo. Per l’Italia alcuni dei “prescelti” sono: Cecile Kyenge ex ministra oggi deputata europea, Barbara Spinelli, leader di “Altra Europa con Tsipras” e il sindacalista Sergio Cofferati, tra i più grandi difensori dell’ articolo 18, giusto per farsi un idea di quali figure in Italia avrebbero dovuto opporsi al Jobs Act.
Un personaggio come Soros fa riflettere parecchio, fa capire che per mantenere l’ egemonia culturale del “pensiero unico” servono quantità di denaro illimitate. Come potrebbe essere costruita un’ alternativa abbastanza forte, senza miliardi e con l’aggravante dell’ estrema frammentazione che caratterizza lo scenario italiano?