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Il futuro sconfigge le disabilità: inventato un impianto cerebrale capace di leggere nel pensiero

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Claudio Rossi

Un’invenzione di portata storica potrà oggi permettere alle persone affette da disabilità di comunicare: ecco come.

Siamo oltre la fantascienza. Ma la ricerca (fortunatamente!) ci sorprende giorno dopo giorno. Oggi siamo qui a darvi conto di un’invenzione straordinaria, che potrà cambiare la storia della lotta e del contrasto alla disabilità. Grazie agli scienziati, infatti, sarà possibile leggere nel pensiero.

La nuova scoperta contro le disabilità
Si potrà leggere nella mente umana: la clamorosa invenzione – (lintellettualedissidente.it)

Gli studiosi hanno infatti progettato un impianto cerebrale in grado di leggere la mente e trasformare i pensieri in parole con un’incredibile precisione. Questa importante scoperta scientifica potrebbe un giorno aiutare le persone che non possono comunicare a causa di disabilità, a parlare finalmente.

Nell’epoca delle polemiche sullo sviluppo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, una speranza contro la disabilità arriva dunque proprio da un uso combinato di questa nuova tecnologia che sta facendo tanto discutere. Ma che, evidentemente, se utilizzata in termini sani, potrebbe cambiare le nostre vite in positivo. La Duke University ha eseguito test di “ascolto e ripetizione” su quattro pazienti e ha realizzato che i risultati mostravano come le parole avessero una precisione dell’84% nell’essere tradotte correttamente.

Composto da neuroscienziati, neurochirurghi e ingegneri, il team ha il grande obiettivo di aiutare le persone con gravi problemi neurologici a sentirsi più felici e a proprio agio. Si spera che l’impianto possa aiutare gli individui affetti da Parkinson, malattie dei motoneuroni, Alzheimer e altri problemi. Scopriamo insieme l’incredibile passo in avanti effettuato dalla scienza.

L’invenzione destinata a rivoluzionare la lotta alla disabilità

Gli scienziati hanno progettato un impianto cerebrale in grado di leggere la mente e trasformare i pensieri in parole per le persone che non possono comunicare a causa di disabilità. Questo può tradurre i segnali cerebrali di un individui e ciò che sta pensando in vocaboli reali affinché gli altri possano ascoltarlo. Il dispositivo è stato costituito partendo da un pezzo flessibile di plastica di grado medico, piccolo quanto un francobollo.

L'esperimento per contrastare le disabilità
L’esperimento ha coinvolto pazienti a cui era stato programmato un intervento chirurgico al cervello – (lintellettualedissidente.it)

Nonostante le sue dimensioni compatte, è dotato di ben 256 minuscoli sensori cerebrali. Finora quattro pazienti hanno provato l’impianto e il successo è stato evidente. L’esperimento è stato effettuato su persone a cui era stato programmato un intervento chirurgico al cervello per curare il morbo di Parkinson o rimuovere un tumore. Ai partecipanti sono state quindi poste una serie di domande per aiutare il dispositivo a capire come si muoveva la loro bocca e come pronunciavano determinati suoni.

È stata una semplice attività di ascolto e ripetizione che ha aiutato i ricercatori a capire come funzionano oltre 100 muscoli nelle labbra, nella lingua, nella mascella e nella laringe degli utenti. Quindi è stato programmato in un sistema di intelligenza artificiale che parlava per il paziente. Dopo le domande, si è proseguito con l’inserimento dei dati in una macchina che ha analizzato l’accuratezza dei risultati in base alle previsioni, utilizzando solo l’attività cerebrale registrata.

Si è scoperto che i suoni prodotti erano stati tradotti con una precisione media del 40%, con alcuni di questi che raggiungevano un’impressionante precisione dell’84%. Il suono “g” era la pronuncia più chiara. Mentre suoni simili come “p” o “b” erano molto più difficili da tradurre. Si va ben oltre, dunque, il dispositivo che aveva già consentito al fisico Stephen Hawking di comunicare. L’invenzione ha avuto ora un finanziamento di 2,4 milioni di dollari da parte del National Institutes of Health. Una nuova speranza per tutti noi.

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