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Andrà in pensione anche nel 2024 chi ha solo 780 settimane di contributi, ecco le condizioni

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Senza i 20 anni di contributi minimi previsti dalla normativa vigente per la pensione di vecchiaia, niente quiescenza.

La regola generale è questa ma può essere superata da chi rientra in particolari deroghe. Ma usare solo la parola particolare non è sufficiente, perché parliamo di deroghe oggi piuttosto difficili da sfruttare. Però ciò non toglie che nel 2024 ci sarà chi potrà sfruttare qualche canale di uscita agevolato grazie a questi autentici sconti sulla carriera contributiva da centrare.

Andrà in pensione anche nel 2024 il lavoratore che ha maturato 15 anni di contributi in tempo utile

Alcuni lavoratori che rientrano in vecchie normative previdenziali che ancora oggi sono in vigore possono andare in pensione anche con solo 15 anni di contributi. Uno dei casi più frequenti riguarda i lavoratori che al 31 dicembre 1992 hanno raggiunto già i 15 anni di contributi ma poi, per un motivo o l’altro non sono riusciti ad arrivare ai fatidici 20 anni. Sempre a 67 anni di età questi soggetti anche nel 2024 potranno andare in pensione di vecchiaia senza i 20 anni di versamenti. In pratica, anziché arrivare a 1040 settimane come sono quelle che servono alle pensioni di vecchiaia ordinarie, bastano 780 settimane di versamenti. Una facoltà questa che può essere sfruttata anche da chi alla fine del 1992 era stato autorizzato alla prosecuzione volontaria dei versamenti. Se l’interessato aveva chiesto l’autorizzazione ai contributi volontari e se questa era stata accolta dall’INPS, la pensione con 15 anni di contributi sarebbe fattibile nel 2024.

Come è possibile accedere alla pensione senza aver completato la carriera contributiva a 67 anni di età

Il lavoratore che non è riuscito a completare nemmeno i 20 anni di contributi per le pensioni di vecchiaia a 67 anni, probabilmente ha svolto sempre un lavoro saltuario e discontinuo. Se si trova con almeno 10 anni di lavoro coperti da contributi inferiori alle 52 settimane per anno, potrebbe rientrare in un’altra deroga che permette il pensionamento anche con 15 anni di contributi. Il primo contributo versato deve essere però vecchio di almeno 25 anni rispetto alla data di presentazione della domanda di pensione. Questa facoltà però non riguarda la generalità dei lavoratori perché non si applica ai lavoratori autonomi. Quindi andrà in pensione anche nel 2024 il lavoratore dipendente che rispetta le condizioni di anzianità contributiva e di discontinuità lavorativa prima citate. L’importante come abbiamo già detto, è arrivare a 67 anni. Perché l’agevolazione riguarda solo i contributi previdenziali e non quelli anagrafici.

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