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Dopo la settimana delle banche centrali l’euro esce rafforzato contro il dollaro

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Settimana di record per l’euro contro il dollaro. Il cambio tra la moneta unica europea e il biglietto verde, infatti, ha chiuso la settimana con un rialzo che non si vedeva da inizio anno. Inoltre, ha registrato la chiusura settimanale più alta del 2024. Tutti indizi che potrebbero preludere a una ripartenza al rialzo, ma bisogna fare attenzione.

Le cause del rafforzamento dell’euro contro il dollaro

Il dollaro ha registrato un ribasso generalizzato giovedì, in seguito alle dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, riguardo alla possibile riduzione dei tassi di interesse. Powell ha indicato che la Fed potrebbe presto iniziare a ridurre i tassi se l’inflazione si avvicina al 2%.

Inizialmente, l’euro ha perso terreno dopo che la BCE ha deciso di mantenere i tassi invariati nonostante il rallentamento dell’inflazione che si avvicina sempre più all’obiettivo fissato dalla BCE. Tuttavia, l’euro ha poi registrato un forte aumento rispetto al dollaro, segnando il miglior guadagno giornaliero in circa un mese e raggiungendo un massimo di sei settimane contro un dollaro debole.

Questo rafforzamento dell’euro segue dati contrastanti che mantengono sul tavolo la possibilità di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a giugno.

Secondo il rapporto mensile del Bureau of Labor Statistics, l’occupazione non agricola è aumentata di 275.000 posti di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione è salito al 3,9% a febbraio. Gli esperti osservano che questi dati dovrebbero alimentare ottimismo sulla prospettiva di tagli dei tassi, nonostante le preoccupazioni iniziali.

Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha recentemente indicato che la Fed è vicina a tagliare i tassi, influenzando il deprezzamento del dollaro. L’euro ha beneficiato di questa situazione, registrando una crescita durante la settimana, supportata anche dalle prospettive di riduzione dei tassi da parte della Banca Centrale Europea che al momento rimangono al 4.5%.

A questo punto potrebbero essere molto importanti i dati sull’inflazione a stelle e strisce e su quella europea che verranno rilasciati martedì prossimo 12 marzo.

Dopo la settimana delle banche centrali l’euro esce rafforzato contro il dollaro

Passano le settimane tra alti e bassi, ma nulla cambia sul serio sui possibili scenari di medio/lungo termine del cambio euro contro il dollaro. Solo una chiusura settimanale esterna a 1,0693  o 1,1089. potrebbe dare direzionalità alle quotazioni.

Lo scenario più probabile al rialzo è quello indicato in figura.

Situazione contrastata per gli indicatori sul grafico del cambio euro dollaro

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