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In Italia mille morti senza nome

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Gianluca Merla

Sono deceduti in strada, ma anche nei campi o semplicemente in ospedale. In Italia ci sono mille morti senza nome

In un’epoca fatta di tecnologia, modernità, connessione e socia network dove tutti hanno un’avatar virtuale e – almeno – una seconda vita, c’è chi non ha nemmeno un’identità.

In Italia mille morti senza nome
In Italia sono circa mille le persone morte senza nome (ansa) – L’intellettualedissidente.it

Sono moltissime le persone senza vita che vengo registrate in Italia senza un nome che sia il loro. Un fenomeno che in pochissimo conoscono, ma che lo Stato ha voluto inquadrare con l’apposito Registro nazionale dei cadaveri non identificati. Ecco come funziona e cosa dicono i dati in Italia.

Il Registro nazionale dei cadaveri non identificati

Sono più di quanto si creda le persone senza vita ritrovate dalla polizia e da semplici testimoni. L’ultimo è stato trovato solo qualche giorno fa alla periferia di Potenza: circa 50 anni, ma senza documenti e impossibile da identificare. Nel 2007 è stato ideato il Registro nazionale dei cadaveri non identificati proprio per dare una dignità ai corpi senza vita delle persone come queste. Creato dal commissario straordinario per le persone scomparse, è stato realizzato per poter inserire le informazioni più importanti delle persone morte senza un’identità. Vengono quindi inserite informazioni relative a segni particolari, circostanze correlate al ritrovamento e proprietà fisiognomiche.

In Italia mille morti senza nome
Un modo per dare dignità e valore a c hi non ha un nome (ansa) – L’intellettualedissidente.it

Solo nei primi mesi del 2023 il Registro ha visto l’inserimento di ulteriori 15 persone senza vita. A comunicare i dati sono le prefetture con cadenza bimestrale. Nella maggior parte si tratta di cadaveri di genere maschile, anche se a volte ci si ritrova davanti a resti di ossa e nulla di più, senza la possibilità di poter dare un’identità di genere al corpo ritrovato. Non r rientrano in questo lungo elenco i migranti morti in mare, in quanto per quanto spesso si configura l’ipotesi di reato di traffico di esseri umani. Ma quando capita viene sempre interessata l’autorità competente.

Chiunque può consultare il registro, così da avere la possibilità di condurre ricerche tramite una parola chiave. Si può infatti indicare il luogo di ritrovamento, l’etnia, l’altezza, il peso e altri segni particolari che, non essendoci un nome, contribuiscono a darne un’identità. Un database che si rivela particolarmente utile non solo per curiosi, ma anche per ricercatori professionisti e, soprattutto, per le Forze dell’Ordine. Spesso, infatti, capita di dover indagare sul ritrovamento di un corpo scomparso e avere un database ricco di informazioni facilmente reperibili possono rendere la ricerca molto più semplice.

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