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Esteri

Ucraina, un piccola tregua. E resta il gelo

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Una tregua piccola, in Ucraina, più immaginaria che reale, disegnata confusamente da Trump nei giorni scorsi e praticamente già finita. E’ sembrato più un colpo di teatro, senza una straccio di accordo bilaterale che la rendesse credibile.

 

Ed è sembrato, soprattutto, l’ennesimo segnale di una frustrazione, da parte statunitense per l’impossibilità di colmare un buco nero che attrae da quai quattro anni insensatezza e morte. Ma talvolta la diplomazia deve ancora salvare le apparenze. Così dopo diverse ore di silenzio, era arrivata ieri la conferma dal Cremlino: Putin ha ricevuto «una richiesta personale di Trump» per una tregua parziale della durata di una settimana, con la sospensione dei bombardamenti su Kyiv.

Zelensky ottiene una piccola tregua (Credits foto: Ansa) – L’intellettualedissidednte.it

 

La tregua che quando confermata era orma prossima a concludersi è finalizzata a «creare condizioni favorevoli per i negoziati» aveva  il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov  entrare nei dettagli. Voci di un cessate il fuoco riguardante le infrastrutture energetiche avevano iniziato a circolare giovedì mattina su alcuni domini russi collegati all’esercito. Informazioni confermate da Trump, il quale ha detto che Putin gli avrebbe promesso una tregua negli attacchi aerei per dare sollievo alle città ucraine nel momento più gelido dell’inverno. Ma con il senno di poi è sembrata più una conversazione che ha sfiorato il tema, senza risolverlo, e che il tycoon ha interpretato e venduto a modo suo, tentando di vincolare, almeno per cortesia, il leader russo. Il quale avrebbe preferito non smentire ma ridurre l’impegno, che impegno verosimilmente non era, al minimo.

I parametri esatti della tregua e la misura in cui sia stata effettivamente attuata restano oggetto di forti dubbi.  Zelensky ha confermato che nella notte tra giovedì e venerdì non ci sono stati attacchi contro il sistema energetico, a parte uno contro un’infrastruttura del gas nell’oblast di Donetsk, e che l’Ucraina si è astenuta dall’attaccare le infrastrutture energetiche russe. Il presidente ha riferito che i bombardamenti continuano in diverse città del Paese e che gli attacchi russi si starebbero concentrando su obiettivi logistici. Secondo il presidente ucraino, non c’è stato alcun accordo diretto tra Mosca e Kyiv sul tema del cessate il fuoco, il che sembrerebbe confermare che si sia trattato di una richiesta informale di Trump a Putin. Non è chiaro se questa presunta tregua possa alleviare la sofferenza degli abitanti di Kyiv, che da settimane vivono sull’orlo di una catastrofe umanitaria a causa dell’assenza di riscaldamento, con temperature che sfiorano i 30 gradi sotto zero. Sembra improbabile, mentre Zelensky  annuncia per i prossimi giorni nuovi incontri diplomatici in cerca di un accodo. E forse qualcuno, al gelo, spera ancora.

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