Ucraina, si parla ancora ma la guerra non si ferma (ansa) - L'intellettualedissidednte.it
Kiev e la fiaba della pace. Se dobbiamo trarne una morale e che i due avversari – Russa e Ucraina – sono troppo simili. E si odiano troppo.
Il generale Keith Kellog è stato inviato speciale per la Casa Bianca in Ucraina fino al 31 dicembre e ha le idee molto chiare sullo stallo spaventoso camuffato da trattativa ad un passo dal brindisi
“Le ultime informazioni provenienti dagli Emirati Arabi Uniti riguardano la completa capitolazione della regione del Donbass e il congelamento della linea di contatto lungo Kherson e Zaporizhia – ha detto a chiare lettere – L’Ucraina non accetterà e nemmeno noi dovremmo. Il fulcro dell’accordo di pace sono le garanzie di sicurezza realistiche che questa volta, a differenza di Budapest, Minsk e Istanbul, forniscano all’Ucraina risposte adeguate e rapide per contrastare la minaccia russa. E che queste garanzie siano ratificate da un trattato approvato dal nostro Congresso. Con queste condizioni, il popolo ucraino potrebbe accettare di modificare i propri confini territoriali: tuttavia è necessario comprendere che l’articolo 73 della Costituzione richiede un referendum ucraino per farlo”. Dunque all’incerta volontà negoziale si sommano passaggi obbligati, nelle sedi istituzionali, stanze e corridoi molto lontani da luogo degli accordi, almeno fino a quando i palazzi di Kiev resteranno in piedi. Kellogg fa comprendere che l’ordine del giorno, durante le trattative è stato variato a dovere, per tentare di dare ai contendenti una visione del “dopo” e superare lo stallo “Ci sono stati negoziati anche per la creazione di una zona demilitarizzata come quella esistente oggi tra Corea del Nord e Corea del Sud e, più recentemente, è stata sollevata anche la questione di una zona di libero scambio economico, eventualmente controllata da terzi” ha riferito, ma la somma è vicina allo zero “A mio parere, la linea di contatto è congelata – dice Kellogg convinto che non sarà facile procedere, in una direzione o nell’altra. E pensa ad una soluzione possibile, l’unica per ora “Ogni parte dovrebbe arretrare di 15 chilometri, creando una terra di nessuno di 30 chilometri – la gittata della maggior parte dell’artiglieria – così sia Ucraina sia Russia potrebbero proclamare la vittoria e mettere fine a questa guerra. Ma oggi mi sento di dire che non siamo vicini alla pace“
Gaia, 15 anni, si stava arrampicando sui massi di rinforzo all’argine del Piave sotto alla…
La distrazione di un'infermiera e Gianvito viene ucciso in ospedale, a Bari, con il cloruro…
«Due giorni dopo la morte di Aurora lui è tornato in Italia, visto che era…
Perdere un figlio è già insostenibile, perderne due, insieme, è una prova oltre ogni limite.…
Il blocco dello Stretto di Hormuz genera la maggiore interruzione di forniture della storia. «Siamo davanti…
Zelensky, ultimo litigio con Orban. A Budapest ultima scossa alla campagna elettorale è arrivata ad…