Scopriamo gli angoli della Bologna di Lucio Dalla - Foto da Ansa
Il 4 marzo è la data di nascita di uno dei più grandi cantautori italiani della storia: Lucio Dalla. Oggi avrebbe compiuto 81 anni. La sua Bologna, nel corso degli anni, lo ha omaggiato in moltissimi modi.
Un legame indissolubile. Un artista innamorato pazzo della sua città, tanto da averla sempre (o quasi) come sottofondo delle sue canzoni. Lucio Dalla e Bologna, Bologna e Lucio Dalla. Un binomio inscindibile tra uno degli artisti italiani più grandi del Novecento e una delle città più colte del nostro paese. Seppure per molti, negli ultimi anni, parecchio decadente. Chissà quante canzoni ancora le avrebbe dedicato Lucio, se non fosse scomparso l’1 marzo 2012 per un infarto improvviso. Chiunque vada a Bologna, non può non avvertirne una parte nelle parole e nella musica di Dalla. A cominciare da Piazza Grande.
Si chiama piazza Cavour, ma, per tutti, è Piazza Grande. E non poteva non cominciare da qui l’ipotetico viaggio alla scoperta della città di Lucio. Con la sua statua in bronzo che campeggia su una panchina al centro del giardino pubblico. Con il clarinetto accanto e lo sguardo ad ammirare quel luogo che lo ha visto crescere. Per molti anni, si è ipotizzato che il riferimento fosse a piazza Maggiore, la principale di Bologna. Invece Piazza Grande non è altro che l’affaccio della casa del cantautore, in piazza Cavour. Poco lontano, a circa 600 metri, possiamo visitare il Kinki Club, laddove tutto iniziò. Lucio, infatti, si esibiva lì, proprio insieme al suo inseparabile clarinetto. Peraltro, a circa 250 metri, in via degli Orefici, al centro della strada, si può ammirare una stella a lui dedicata. La strada è una vera e propria “walk of fame” del jazz, che non esiste in nessun’altra parte d’Italia, se non a Bologna.
Si percorrono poco più di 500 metri e si arriva in un altro luogo iconico. Piazza dei Celestini, dove era situato la studio di Lucio Dalla. Qui, è stata dedicata al cantautore un’opera eseguita con dei fili metallici intrecciati che lo raffigurano mentre suona il sassofono tra i gabbiani. Lucio amava Bologna, ma adorava anche il mare e, in particolare, le Isole Tremiti, dove possedeva una splendida dimora. Infine, l’ultima tappa è la casa museo, sita in via D’Azeglio 15. D’obbligo una visita guidata, all’interno dei locali di un elegante palazzo quattrocentesco. Non si può, però, lasciare Bologna senza rendere un ultimo omaggio a Lucio, nel posto in cui riposa. Presso il cimitero monumentale, una sagoma in bronzo, realizzata dall’artista Antonello Paladino, lo ritrae davanti alla sua tomba. La scritta “musicista, poeta, maestro di vita” ne descrive al meglio la sua immensa grandezza.
Gaia, 15 anni, si stava arrampicando sui massi di rinforzo all’argine del Piave sotto alla…
La distrazione di un'infermiera e Gianvito viene ucciso in ospedale, a Bari, con il cloruro…
«Due giorni dopo la morte di Aurora lui è tornato in Italia, visto che era…
Perdere un figlio è già insostenibile, perderne due, insieme, è una prova oltre ogni limite.…
Il blocco dello Stretto di Hormuz genera la maggiore interruzione di forniture della storia. «Siamo davanti…
Zelensky, ultimo litigio con Orban. A Budapest ultima scossa alla campagna elettorale è arrivata ad…