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Da semplici venditori di carte da gioco a multinazionale

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Lisa Girello

Tutte le multinazionali sono partire da qualche parte, ma quante possono affermare di essere leader nel proprio settore? Una delle principali major è partita vendendo semplici carte da gioco.

Multinazionale non si nasce, ma si diventa. Alcune società hanno avuto la fortuna di cadere nel tempo e nel momento giusti, diventando così leader nel loro settore. Se si parla di smartphone il primo nome che viene in mente è Apple. Pensando agli evidenziatori viene in mente Stabilo e l’unica vera cioccolata, ormai, sembra quella prodotta dalla Ferrero. E se si parla di videogiochi, invece? Ad oggi, le aziende che detengono questo settore sono senza ombra di dubbio PlayStation e Nintendo. Proprio una di esse è partita vendendo semplici carte da gioco.

Da semplici venditori di carte da gioco a multinazionale

Prima di arrivare ad essere leader nel suo settore con le sue console e i suoi videogiochi, Nintendo si era affermata nel settore delle carte da gioco. Oggi conosciamo tutti questo marchio per l’impresa che è, ma forse in pochi sanno che la sua fondazione avvenne nel 1889 e produceva carte da gioco Hanafuda. Le Hanafuda sono speciali carte da gioco giapponesi che ritraevano fiori ed erano usate in diversi giochi. Il più noto era il koi-koi, il quale aveva regole simili alla nostra scopa. Uno dei punti di svolta avvenne nel 1959, dove Nintendo Playing Card Co. Ltd strinse un accordo con The Walt Disney Company per commercializzare carte raffiguranti i personaggi della casa statunitense. Operazione che porta l’azienda giapponese ad entrare in borsa nel 1962.

Il cambiamento, il flop e l’avvento della prima console

Tuttavia, solo un anno dopo l’entrata in borsa, il terzo presidente della Nintendo realizza che il mercato delle carte da gioco non ha futuro e iniziò a prestare il nome “Nintendo” per catene di alberghi a ore, società di taxi, cibo, love hotel, elettrodomestici e molto altro ancora. Questi tentavi fallirono miseramente, rischiando di portare l’azienda in bancarotta. Solo il settore dei giocattoli ha avuto un riscontro positivo ed è per questo che decise di concentrare le sue forze in quel settore. A fare la differenza fu l’ingegnere Gunpei Yokoi, il quale ideò l’Ultra Hand, la mano estendibile. Il successo commerciale fu incredibile e Yokoi venne messo a capo dei laboratori di ricerca e sviluppo dei nuovi giocattoli. Proprio grazie al suo background in ingegneria elettronica, ricoprì un ruolo fondamentale per lo sviluppo dei giocattoli elettronici. Non solo rappresentavano una novità in Giappone ma permisero all’azienda di trarre molteplici profitti che permisero di diventare il colosso che è al giorno d’oggi.

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