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Bibbia? Benedetta follia questo Miles Davis 1959 a day-by-day chronology di Enrico Merlin con le sue 600 pagine, i suoi cinque chilogrammi, la sua tiratura limitata a 500 esemplari numerati e già 200 volatilizzati in mezzo mondo ad appena una quindicina di giorni dalla luce. Imbullonato come un Depero celebre, Merlin si è superato in quella patologia cerebrale e violenta che si chiama passione divorante: una malattia contratta sin da giovin signore, in quel loculo trentino che sapeva di incunabolo musicale, Elettrocommerciale di Nascimbeni, un plurinovantenne oggi che lo assunse senza colpo ferire a condurre le danze della lucida follia esoterica e vinilica.

Davis 1

Di strada ne ha fatta il nostro, diventando una sorta di tarantolato e metamorfico emblema rutilante di un’area culturale difficile da interpretare. Sta di fatto che Enrico Merlin, con Marco Albertazzi e la sua Finestra Editrice, sono i due trentini off-record e outsider più interessanti di una dilatata ampiezza antropologica, di un istinto esplorativo esteso e dialogante. Vivere è difficile per loro come già sostenevano i moralisti, ma i frutti di queste esistenze saranno duraturi e impermeabili a qualsiasi compromesso. Prova ne è questa ennesima fatica trentennale che si qualifica come un monumento al Miles Davis 1959, in una sorta di almanacco maniacale e sfizioso sino allo spasimo, nella curiosità più recondita.

Già autore di una monumentale guida ai mille dischi del secolo, e a una incredibile ricognizione sopra Bitches Brew nei meandri della CBS SONY (entrambi per il Saggiatore), questa volta Enrico Merlin ha spaccato il capello in quattro con la complicità sopraffina di Andrea Bertelli e Denise Bernabé, fornendo una sorta di 500 anni di tennis, una cronologia distinta e concentrata in un solo anno però, chiave per innovazione e rivolgimento sociale, roteando l’obiettivo attorno a un uomo di genio, simbolo esso stesso di un’edificazione professionale prodigiosa e unica nel Novecento più mosso, quello dei catalizzatori di talenti, dei leader carismatici e spirituali capaci di creare incontri stellari senza soluzione di continuità ma con ondeggiamenti molteplici e diversi.

Enrico Merlin

Enrico Merlin

Il tempo vissuto di Miles è sempre un crogiolo attrattivo, un nugolo di potenziali possibilità che vengono come offerte sul piano dell’esperienza live, dove ci dobbiamo mettere a correre, a suonare, mentre qualcuno indica una strada plausibile, concreta ma incerta, profonda, ricca di tramandi. Insegnare ad imparare con una didattica fuori dal comune, con segni che Enrico Merlin ha codificato alla grande nel suo magistero quotidiano e nello scandaglio inquieto di un Miles, vero incubo di un’esistenza generosa e perigliosa.

Eppure l’entusiasmo per certe intuizioni, per quelle spiegazioni che vanno anche al di là di una musica immortale, ci danno il senso che vale la pena vivere se incrociamo chi ci colpisce: il resto conta nulla. Certo poi c’è il librone che puoi vagamente sostenere con un buon tavolo Cassina e rimanere abbagliato da quelle intersezioni grafiche, culturali, iconiche, registrate in una specie di florilegio spazio temporale che oltrepassa la data scolpita in questa opera d’arte – perché di questo stiamo scrivendo – che risiede in un team di persone immerse in un progetto individuale e collettivo al tempo stesso. Un progetto di vita.

Miles Davis

Miles Davis

Porgy and Bess, Kind of Blue, Sketches of Spain, la messa in onda alla CBS TV (su CASABELLA di gennaio potete gustare uno splendido servizio sulla “casa” della CBS) sono solo alcune pietre miliari di un cammino nel tempo che appare di straordinario e stupefacente calibro. Nel carteggio di primissima qualità il lettore può alla lettera dimenticarsi di tutto, immergersi nei dettagli più minuti, nelle notizie, negli articoli, nelle fotografie più curiose, risultato di una ricerca vera, pulita, senza padrini, obiettivi di piccolo cabotaggio o secondi fini. Qui si manifesta per l’ennesima volta la competenza, la passione, la purezza dei giusti. Altro che cattedre mafio-massoniche-parentali. I magnifici 500 che per primi si porteranno a casa questo pezzo di storia del Novecento godranno e non poco.

Eccessivo? 250€ per ascendere al patibolo della benevola nevrosi del secolo breve, ma non poi tanto, ci sembrano addirittura pochi, quando sogghignando vediamo il mostro sulla nostra scrivania imbandita di ben altre schifezze editoriali. Mala tempora currunt. E poi quali se non gli anni Cinquanta sembrano ancora irradiare un senso di compostezza laboriosa che annunciavano la tempesta a venire, quel caos che Miles saprà egualmente domare tra i marosi tutt’altro che cheti di una permanenza terrena tellurica e placida: il passo di chi ha capito.

Il tomo si lascia scoprire con le mani, oltre a una certa forza muscolare. Si rimane basiti, sorpresi, eccitati dalla bellezza e dalla varietà. Stupiti da una documentazione impeccabile. Bastano anche poche pagine alla settimana. Non è uno squallido Viagra, è un Elisir di lunga vita.

Un maraschino Luxardo. Buona lettura.