Bonus caregivers familiari
La figura del caregiver familiare è diventata popolarissima. Per definizione, il caregiver familiare (termine di origine anglosassone) è colui che si prende cura di un parente invalido. Il profilo del caregiver è stato considerato da punto di vista normativo, dalla Legge di Bilancio del 2018.
E adesso è un termine di utilizzo comune soprattutto perché sono diversi i bonus e le misure destinate proprio a queste figure. Per esempio, chi fa il caregiver può godere di sconti anche sulla pensione. Due misure permettono di andare in pensione prima se l’interessato è un caregiver. Parliamo della Quota 41 per i precoci e dell’APE sociale, Ma oggi parliamo di Bonus destinati a questi soggetti, cioè a prestazioni economiche loro destinate.
L’articolo 1 comma 255 della Legge 205 del 2017 (manovra di Bilancio 2018) definisce il caregiver come la persona che assiste e si prende cura di specifici soggetti che possono essere il coniuge (o il compagno nel caso di unioni civili), un familiare o affine entro il secondo grado o familiare entro il terzo grado in particolari condizioni.
Misure, strumenti e Bonus per questi soggetti sono previsti sia a carattere statale che a carattere locale. destinato ai caregivers. Sono diverse le Regioni che hanno previsto un Fondo per i caregivers familiari. Oggi parliamo di una agevolazione prevista dalla Regione Friuli-Venezia Giulia. Un sostegno che vale 3.600 euro. La Giunta dell’Amministrazione regionale del Friuli, infatti, ha dato il via libera al Bonus da 300 euro al mese per i caregiver. Un provvedimento che parte dal Fondo caregivers regionale e che ha una dotazione superiore a 600.000 euro solo per l’anno 2024.
La Regione Friuli apre quindi a dare maggiore forza alle politiche per l’inclusione, l’accessibilità e il sostegno a favore delle persone con disabilità. Un Bonus caregivers familiare, 3.600 euro per chi assiste un parente e quindi 300 euro al mese a richiedente per 12 mesi. Prima abbiamo visto i requisiti dell’assistente familiare. La persona assistita invece non deve essere autosufficiente e deve essere titolare dell’assegno di accompagnamento.
Inoltre, serve un ISEE non superiore a 30.000 euro. Per informazioni e modalità di richiesta ed assegnazione dei contributi gli interessati potranno rivolgersi ai Comuni sia ai punti unici di accesso che ai servizi sociali se presenti. Infatti, oltre ai requisiti utili alla misura, queste strutture dovranno predisporre la solita valutazione multidimensionale dei bisogni.
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