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Assegno Unico anche al figlio under 21 che lavora, ecco quando

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L’ Assegno Unico per i figli continua ad essere una misura molto importante per milioni di famiglie. Da quando la misura ha preso il posto di Bonus Bebè, Assegno Familiare, detrazioni per i carichi di famiglia e così via, sui figli fino ai 21 anni di età non compiuti, l’Assegno Unico è diventata la misura principale tra quelle che rientrano nel welfare per le famiglie.

Lo possono prendere da soli anche direttamente i figli, purché abbiano almeno 18 anni. Ed anche se il figlio lavora. Naturalmente non sempre. E soprattutto con determinati limiti di reddito da non oltrepassare.

Assegno Unico anche al figlio under 21 che lavora, ecco quando

Sui figli maggiorenni e fino ai 21 anni non compiuti l’Assegno Unico può essere percepito se il ragazzo rispetta determinati requisiti. Che in base alla normativa in vigore, pare che debbano essere alternativi. In pratica, non serve che il figlio maggiorenne detenga tutti i requisiti che adesso vedremo. L’interpretazione che si può dare alla normativa è esattamente questa. I requisiti di cui parliamo sono:

  • frequenza di un corso di formazione scolastica o di formazione professionale;
  • frequenza di un corso di laurea;
  • partecipazione ad un tirocinio formativo;
  • svolgimento di una attività lavorativa ma con un reddito complessivo non più alto di 8.000 euro annui;
  • iscrizione al Centro per l’Impiego come disoccupato;
  • svolgimento del servizio civile universale.

Ecco le regole da conoscere e da rispettare

Si tratta di tutta una serie di requisiti molto diversi tra loro ed in alcuni casi che non possono essere detenuti tutti insieme. Per questo la convinzione interpretativa è quella che basta anche rientrare in una delle categorie prima citate per poter prendere comunque l’Assegno Unico. Una interpretazione che probabilmente apre ad una considerazione sicuramente importante. Un ragazzo di 20 anni, per esempio, che è iscritto all’Università ma che allo stesso tempo lavora, potrebbe prendere l’Assegno Unico (da solo o farlo prendere al genitore), anche se dal lavoro prende un reddito superiore ad 8.000 euro.

Una interpretazione larga che però riguarderebbe solo i figli conviventi con i genitori. Perché un figlio convivente è attratto nel nucleo familiare sempre, mentre nel caso di non convivenza, è attratto se non ha redditi a sufficienza per essere considerato autonomo. Pertanto finisce nel nucleo familiare dei genitori, e quindi dentro il perimetro dell’Assegno Unico solo se è a carico anche fiscalmente dei genitori. E cioè con un reddito dei due anni precedenti (come prevede la regola dell’ISEE), inferiore a 4.000 euro. Quindi, Assegno Unico anche al figlio under 21 che lavora, ma solo in determinati casi.

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