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Tartarughe azzannatrici scoperte a Roma, vi possono amputare le dita: cosa fare se le vedete

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Mai sentito parlare delle tartarughe azzannatrici? Nella Capitale la presenza di una potenziale colonia sta destando una certa preoccupazione. Ecco tutti i dettagli.  

Prima i cinghiali, ora le tartarughe. A Roma, più che il traffico e lo smog, negli ultimi tempi è la fauna a fare notizia. Secondo un nuovo bollettino diramato dagli esperti in materia, nella zona Nord della Città Eterna potrebbe essersi creata una zona di riproduzione. Si tratta di una specie originaria del Nord America e considerata pericolosa non solo per l’uomo, ma anche per la salute pubblica.

Il primo esemplare  è stato recuperato qualche giorno fa a Capena. (Lintellettualedissidente.it)


Due esemplari di tartarughe azzannatrici del tipo Chelydra serpentina sono già stati catturati
. Il primo è stato recuperato qualche giorno fa dai Carabinieri a Capena, alle porte di Roma, nel giardino di un’abitazione. Il secondo è stato ritrovato nelle campagne in prossimità della strada provinciale che collega Capena al vicino Comune di Morlupo, a poco più di un chilometro dal punto in cui era stato intercettato l’altro esemplare.

L’allarme tartarughe azzannatrici nella Capitale

La tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina) trovata nelle scorse ore ai confini del Parco Nazionale del Circeo, nella fitta rete di canali dell’Agro Pontino, misura circa 70 centimetri e pesa 20 kg: un esemplare adulto particolarmente pericoloso per la salute e la pubblica incolumità che è stato subito messo in sicurezza dagli uomini del Servizio Cites (Convenzione sul commercio di animali e piante in via di estinzione) di Roma del Corpo forestale. Il rettile è stato individuato dal gestore dell’agriturismo “Pegaso 2000” che, intuito il pericolo, ha contattato gli esperti della Forestale, prontamente intervenuti.

L’esperto zoofilo Andrea Lunerti insieme ai Carabinieri della Forestale ha catturato il secondo pericoloso esemplare. (Lintellettualedissidente.it)

Dopo il primo ritrovamento, a lanciare un altro allarme è stata una ragazza che ha chiamato il numero di pronto intervento per le emergenze ambientali, l’1515. Sul posto è giunto l’esperto zoofilo Andrea Lunerti, che insieme ai Carabinieri della Forestale ha catturato il secondo pericoloso esemplare.

“Occorre rinnovare l’invito a prestare la massima attenzione, affinché i bambini non tocchino questi esemplari, né cerchino di prenderli”, ha avvertito il dott. Lunerti, spiegando che le tartarughe azzannatrici “possono recidere le falangi di un bambino o di un adulto”. Secondo l’esperto, “è probabile che vista la vicinanza del Tevere questi esemplari abbiano iniziato a riprodursi”. La tartaruga azzannatrice è originaria del Nord America e in Italia la vendita e la detenzione di esemplari di tale specie sono vietate.

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