Chi siamo

Disclaimer

Privacy Policy

Le persone molto intelligenti hanno pochi amici: non è snobismo, cosa dice la psicologia

Foto dell'autore

Claudio Rossi

Due ricercatori hanno scoperto che avere la capacità di star bene da soli sia un sintomo di un quoziente intellettivo molto alto

“Piacere a tanta gente è una gabbia seducente” cantavano, ormai molti anni fa, i Litfiba. Ed è proprio così, non si può piacere a tutti. Anzi, molti non vogliono affatto piacere a tutti. Uno studio psicologico, infatti, ci svela che le persone molto intelligenti hanno pochi amici. Sarà davvero così?

Solitudine e intelligenza
Le persone più intelligenti hanno pochi amici foto: Ansa – (lintellettualedissidente.it)

Ci sono persone che sono solitarie di natura. Spesso questa caratteristica è associata a un tratto caratteriale, magari ereditario, che porta a essere ombrosi, chiusi emotivamente, timidi. A volte, addirittura, si riconduce tutto ciò al segno zodiacale sotto cui si è nati. Invece, oggi, la scienza ci dice qualcosa di molto diverso e cioè che le persone più solitarie sono tendenzialmente più intelligenti.

Due psicologi evoluzionisti della London School of Economics e Norman Lee dell’Università di Singapore hanno condotto un esperimento per indagare la vita relazionale di un campione di persone tra i 18 e i 29 anni. Si chiamano Satoshi Kanazawa e Norman Li ed ecco cosa hanno scoperto.

Le persone molto intelligenti hanno pochi amici

I due, come detto, hanno esaminato la vita relazionale di un campione piuttosto ampio: 15mila persone tra i 18 e i 29 anni. In questa fascia d’età il bisogno di interagire con l’altro è molto più elevato che negli anni a seguire. Ma la vera sorpresa dello studio targato Kanazawa e Li, è che ci sono altri due fattori che hanno un’importante influenza sulla socialità e sul benessere: la densità abitativa e l’intelligenza.

Star bene da soli
Le persone più intelligenti sanno star bene anche da sole foto: Ansa – (lintellettualedissidente.it)

Partiamo dal primo. Se si vive in luoghi densamente popolati si è meno felici: per le persone più intelligenti, il caos, la confusione, il traffico, i rumori e lo smog sono delle condizioni al massimo fastidiose, ma che non impattano drammaticamente sulla propria vita. Le persone con un quoziente intellettivo più alto, infatti, secondo lo studio di Kanazawa e Li, hanno una indipendenza e una autonomia che non li rende asociali. Sono infatti perfettamente in grado di interagire proficuamente con il prossimo, ma non hanno bisogno di farlo a prescindere e comunque, perché provano piacere e appagamento anche nella solitudine. 

Dunque, non si tratta di snobismo, come a volte si vuole tacciare alcune persone. Ma di “semplice” intelligenza. Lo studio di Kanazawa e Li, infatti, conclude sostenendo che il cervello dell’essere umano moderno continuerebbe a funzionare meglio negli stessi contesti in cui vivevano anche i nostri antenati.

Gestione cookie