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Se il datore di lavoro non paga lo stipendio, cosa fare per ricevere le retribuzioni dovute?

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Maria Grazia Verderame

Il datore che non paga lo stipendio può essere contestato. Ecco cosa fare per ricevere le retribuzioni mensili dovute e tutelarsi.

Purtroppo non è raro che il datore di lavoro non paghi lo stipendio al dipendente. Sempre più lavoratori, specie se assunti con un contratto non regolare, si lamentano di questo malcostume. Si tratta di una vera e propria forma di abuso, poiché nessuna prestazione deve essere resa gratuitamente. Purtroppo però sono tante le vertenze che vengono aperte nel nostro Paese contro queste forme di sfruttamento.

Cosa puoi fare se il datore non ti paga?
Cosa può fare il lavoratore che non ha ottenuto lo stipendio? – (lintellettualedissidente.it)

Il lavoratore ha con sé tutti gli strumenti dalla legge per far valere il proprio diritto. Il datore ha il dovere di pagare anche gli straordinari fino all’ultima ora lavorata. Se ciò non avviene il dipendente può appellarsi al diritto per ottenere lo stipendio o altre forme di retribuzione che non sono state versate per la prestazione fornita. Ecco cosa fare quando non si riceve lo stipendio.

Come fare se il datore di lavoro non ci paga: cosa dice la legge

Il mancato pagamento della retribuzione non è purtroppo reato, a meno che non siano stati pagati i contributi previdenziali oltre 10mila euro all’Inps. Dunque, la via da intraprendere non è quella di una denuncia penale, ma ci sono dei metodi più celeri e incisivi per recuperare gli stipendi arretrati. Vediamo come fare per esercitare il diritto al pagamento di quanto dovuto.

Due vie per ottenere lo stipendio
Ecco come ottenere la busta paga (lintellettualedissidente.it)

Per ottenere lo stipendio il dipendente si può rivolgere a un avvocato, che chiederà di mostrare il contratto di lavoro come prova del rapporto lavorativo. Chi non è stato retribuito può dunque andare davanti al giudice per l’emissione di un decreto ingiuntivo. L’azienda sarà condannata a corrispondere tutte le somme dovute entro 3 mesi dall’istanza, senza la convocazione del debitore.

In caso contrario si procede al pignoramento dei beni o delle somme nel conto corrente. Se il lavoratore non ha un contratto ed è stato quindi assunto a nero, può ugualmente agire contro il datore, ma non può usare la procedura del decreto ingiuntivo.

L’altra via è quella di avviare una causa ordinaria, che purtroppo è più lunga e costosa poiché consiste in un processo contro il debitore. Il dipendente deve dimostrare di aver lavorato presso l’azienda secondo gli orari e le mansioni svolte. Il giudice emetterà dunque una sentenza di condanna, in quanto assumere senza contratto costituisce reato.

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