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Casi in aumento e mancanza di vaccini, l’OMS lancia l’allarme: il colera spaventa sempre più

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Notizie preoccupanti quelle che riferisce l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il Colera sta facendo preoccupare: mancano i vaccini

Sono ore decisamente tese per molti paesi del mondo, che stanno facendo i conti con il Colera. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che sta monitorando la situazione, il rischio globale è molto elevato sia per quanto riguarda il numero di focolai che la loro estensione geografica. A peggiorare la situazione la globale mancanza di vaccini: ecco qual è la situazione nello specifico e quali sono i paesi più a rischio.

Aumentano i casi di Colera e ci sono pochi vaccini (lintellettualedissidente.it)

Il Colera è un’infezione diarroica acuta ed è causato da un batterio, il Vibrio Cholerae. Si trasmette per via orale in modo diretto o indiretto, con alimenti contaminati o con feci contaminate e, nei casi più gravi, la disidratazione che ne consegue può avere conseguenze gravissime. Ecco, secondo l’OMS, qual è l’attuale situazione nel mondo e quali sono le zone più a rischio.

Colera, l’OMS è preoccupato: ecco la situazione

Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’inizio del 2023 sono 25 i paesi che hanno segnalato casi di Colera e solo 14 di questi sono in Africa, che si attesta come il continente più colpito dal batterio. A metà maggio è stata segnalata una nuova epidemia in India e la situazione sembra aggravarsi a livello mondiale, anche poiché sono sempre più carenti le risorse vaccinali e le forniture per fronteggiare la diffusione del batterio, così come personale medico qualificato nelle zone più colpite.

Aumentano i casi di Colera e ci sono pochi vaccini (lintellettualedissidente.it)

Per trattare il Colera l’aspetto più importante è quello della reintegrazione dei sali e dei liquidi persi a causa del vomito e della diarrea. Nel 90% dei casi, la reidratazione ha successo: viene eseguita mediante soluzioni di zuccheri, acqua ed elettroliti e va intrapresa non appena si capisce di essere infetti dal batterio.

I casi più gravi, però, possono richiedere un ripristino intravenoso dei fluidi, con anche 4-6 litri di liquidi. Se l’integrazione viene eseguita correttamente e tempestivamente, solo l’1% dei pazienti muore poiché di fatto mediante il ristabilire i livelli di liquidi la malattia scompare. Per prevenire il diffondersi del Colera, però, sono necessari oltre ai vaccini anche processi di igienizzazione delle acque pubbliche, sostegno della sanità pubblica e in generale educazione alla salute. Al momento, le zone più colpite sono carenti sotto ogni punto di vista e l’OMS, proprio per questo motivo, parla di emergenza.

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