Si odiano ma non lasciano il tavolo . Credit ANSA-Lintellettualedissidente.it
Ucraina con due fronti aperti: uno al buio e gelo, l’altro dove oltre al buio e al gelo c’è Trump che sembra incline a dare ultimatum. Non a Mosca ma a Kiev.
La strategia militare russa sta attraversando una fase di evoluzione tecnologica che punta a neutralizzare i vantaggi tattici garantiti all’Ucraina dai sistemi satellitari occidentali. Lo confermano gli ultimi attacchi russi, pensati per scardinare il blocco di Starlink e garantire agli operatori russi la possibilità di assumere il controllo manuale dei mezzi.
Si tratta di un’architettura che permette a sciami composti da decine di velivoli di formare una catena di trasmissione autonoma, dove ogni drone funge da ripetitore per gli altri. Oltre a queste contromisure la Russia sta attuando una pressione metodica sull’Ucraina attraverso la paralisi programmata delle sue infrastrutture energetiche: l’ultimo attacco coordinato contro le centrali termoelettriche n. 4 e n. 5 di Kiev dimostra la volontà russa di colpire non più solo i nodi di distribuzione, ma la capacità stessa di generazione del calore e della luce.
Questa manovra priva i grandi centri urbani come la capitale, Odessa e Kharkiv, delle risorse necessarie per il funzionamento dei servizi civili fondamentali e obbliga il comando ucraino a disperdere i propri sistemi di difesa aerea per proteggere obiettivi statici nelle retrovie.
Il coordinamento tra queste azioni belliche e l’avanzata territoriale trova rappresentazione perfetta nel settore di Zaporizhia: qui la conquista del nodo ferroviario di Zalinskoe e l’ennesimo passo di una manovra a tenaglia mirata a isolare definitivamente il caposaldo di Orekhov. Privando il nemico dei collegamenti ferroviari e stradali in quella zona critica l’esercito russo sta preparando il terreno per un collasso logistico che costringerebbe le forze ucraine a una ritirata verso posizioni meno difendibili: tale dinamica dimostra come la distruzione delle centrali elettriche a centinaia di chilometri di distanza e la cattura di un avamposto ferroviario siano parte di una medesima visione strategica finalizzata allo svuotamento della capacità di resistenza nemica
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