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Estera e Mondo

Trump vuole la pace prima di novembre

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Le elezioni di Midterm spaventano Trump per motivi noti e lui stesso non ha ritegno a parlarne. Il problema si chiama impeachment. Quella che doveva essere una pace da raggiungere in poche ore è diventata un incubo anche per Trump.

 

Il problema è che il nodo si è fatto così aggrovigliato e la posta in gioco così alta che non è possibile risolvere il conflitto in un’intesa accettabile per entrambe le parti. Una delle due deve soccombere e il mediatore lo sa. E quel mediatore si chiama Trump, non esattamente la Giustizia fatta persona.

Fermare Putin prima delle lezioni (ansa) – L’intellettualedissidente.it

Kiev conosce il problema e in qualche misura anche il Cremlino con un vantaggio: l’empatia cameratesca e spaventosa tra leader che si riconoscono grandi, o almeno legittimati dal potere in qualsiasi modo l’abbiamo conquistato o tenuto. C’è il fattore tempo, da sempre in primo piano ma mai come ore determinante, questa volta per tutti e tre gli attori in scena. Se Volodymyr Zelensky ha un problema di uomini, risorse, terra e consenso che lentamente scivolano via, Putin non può non considerare che il logoramento potrebbe alla fine sfinire anche chi lo applica come un’arma, perchè tutto ha un costo e per prima la guerra.

 

Se l’economia bellica non dovesse reggere, per quanto sapientemente adattata alle ambizioni sul campo anche lo zar potrebbe ritrovarsi con il respiro corto e non soltanto nel salire le scale del Cremlino. Ma il fattore tempo è cruciale ora anche per il terzo attore di questa commedia sanguinosa che sono diventati i negoziati infinti sull’Ucraina: perchè tra pochi mesi – e nel calendario politico degli eventi cruciali pochi mesi significa pochi giorni – ci sono le elezioni di Midterm dove Trump si gioca la maggioranza repubblicana al Congresso, il che significa giocarsi la testa a testa e croce. E non è un buon gioco per un leader che vuole certezze quando si tratta del proprio potere. Per questo vorrebbe mettere una bandiera sulla pace in Ucraina non potendo in tempi sufficientemente brevi metterne un’altra in Groenlandia. La fretta di Trump potrebbe essere un problema per Kiev perché la ferocia di ottenere un risultato a qualsiasi presso potrebbe facilmente congiurarsi con la tentazione di far pagare il prezzo alla parte più debole. E’ una questione di scrupoli, alla fine. E allora è facile intuire se rimarranno, questi crupoli, o verranno spazzati via.

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