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Estera e Mondo

La lezione di Trump: esiste solo la forza

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La cattura di Maduro spazza via gli ultimi equivoci su Trump e la sua visione del mondo che dovrà diventare anche la nostra. Chi immaginava ancora la sopravvivenza de diritto internazionale come faticosamente delineato nel secolo scorso dovrà svegliarsi e scendere a patti con un incubo.

 

Donald Trump lo ha giurato «Ci riprenderemo le nostre infrastrutture petrolifere, miliardi di dollari ci saranno rimborsati e faremo fluire il greggio dove dovrebbe andare». Perché Caracas «ha sequestrato e venduto unilateralmente petrolio americano, beni americani e infrastrutture americane, costandoci miliardi e miliardi di dollari. Uno dei più grandi furti di proprietà americana nella storia del nostro Paese».

Trump le ragioni della forza (Credits foto: Ansa) – L’intellettualedissidente.it

 

Lo sfruttamento verrà affidato alle compagnie americane, certo, e avrà pesanti ripercussioni non solo economiche ma nella geopolitica dei prossimi decenni. Perché è impensabile che il colpo di mano che Trump si è concesso in Venezuela non dovrà essere compensato, in qualche modo, verso coloro che il colpo, insieme a Maduro, hanno dovuto subirlo: la Russia e la Cina. Avevano sostenuto il regime del Paese che dispone delle maggiori riserve petrolifere al mondo. Un tempo in affari soprattutto con le compagnie americane di big oil, da tempo il Venezuela era ormai grande fornitore di greggio dei Paesi avversari degli Usa: Cina, Russia e Iran, oltre a Cuba.

Trump ha rovesciato il tavolo ma, sebbene voglia mostrarsi il padrone del mondo sa di non essere solo. Ecco perché l’umiliazione di Maduro non sembra essere affatto una buona notizia per Kiev né per Taiwan. Perchè non è impensabile che, al di là delle proteste ufficiali – inevitabili – avere mani libere per Trump significa la tacita promessa di voltarsi dall’altra parte quando Pechino e Mosca decideranno di regolare le loro questioni cruciali con un’accelerazione simile a quella mostrata dal tycoon sulla questione Venezuelana.

Trump potrebbe ora lasciare Kiev al proprio destino (ansa) – L’intellettualedissidednte.it

 

E se “Parigi vale una messa”  i 660 mila barili al giorno di petrolio venezuelano possono significare il via libera, de facto, per questioni su cui Washington ha perso interesse, soprattutto quella Ucraina. Se il messaggio della Casa Bianca è di regolare i conti nel modo che ha dimostrato dinanzi al Mondo non si vede quale logica potrebbe opporre Trump ad un Putin che considera Zelensky il suo Maduro. Una prospettiva che dovrebbe far paura, in modo particolare a Bruxelles che non ha caso ha parlato, poco e male sull’iniziativa di Trump e con parole così ambigue che sembravano l’autodenuncia della propria paura. E ci sono fondate ragioni per averne.

 

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