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Le navi non passano. Trump affonda

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Armando Del Bello

Le navi non passano. Il problema, creato da Trump è più grande dell’America. Dalla testa del tycoon esce così l’idea di una coalizione con Cina, Corea del Sud, Francia, Giappone, Regno Unito.

Le risposte sono gelide, vaghe e certo irritanti per Trump, al punto che inevitabilmente promette vendette. Ma egli è andato oltre ogni possibile logica con l’idea di risolvere la questione Iran con la medesima brutale disinvoltura con cui ha chiuso – da suo punto di vista – l’affare Venezuela. La faccenda qui è maledettamente più complicata e certo un maledetto dilettantismo non riuscirà a risolverla. L’idea stessa di scortare le navi lungo lo stretto di Hormuz va incontro a dei limiti operativi colossali: centinaio di navi da proteggere in un passaggio angusto, con il solo effetto di rallentarne la velocità e raddoppiare i bersagli: rischio costante di collisioni, incidenti, perdita di greggio sotto il fuoco nemico.

Trump, un errore mortale
Le navi ferme fermano Trump (Ansa) – L’intelletualedissidente.it

 

Solo un bambino, e non troppo intelligente potrebbe concepire questo disastro e percepirlo come un soluzione all’idea, madre di tutte le idee folli che qualche settimana fa ha cominciato a ronzare nella sua testa. Ma Trump è stato capace di scaricare il transito di Hormuz anche su spalle non sue. La faccia tosta non gli manca. Dopo tanta denigrazione di alleati e partner, dopo quasi dodici mesi di dazi, minacce e ricatti, il presidente americano scopre di averne bisogno. Trump ha provato di tutto per stabilizzare il mercato: promesse di assicurazione del Tesoro Usa agli armatori, promesse di protezione alle navi da parte della Navy Usa, sospensione  delle sanzioni sul petrolio russo. Le navi restano all’ancora, senza idea di cosa fare; pochissime – targate “petrolio per la Cina” –  tentano il transito dello Stretto.  Da vecchio affarista di dubbia fama, Donald Trump sa cosa fare quando è spalle al muro: alzare la posta, nella speranza di scavalcarlo, il muro. e prendere il largo. La chiusura di Hormuz vi sta danneggiando? Lasciamo perdere chi o cosa l’abbia causata – la guerra iniziata da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio. Lasciamo perdere la prevedibilità della risposta iraniana su Hormuz – e che tutti gli analisti l’avevano anticipata. E’ il padrone del mondo e può quasi permetterselo, almeno per qualche mese. Fino alle elezioni di Midterm.