Il presidente della Federazione russa Vladimir Putin
Lo zar gongola. Non lo dà troppo a vedere, anzi mantiene il suo aplomb ufficiale, ma è felice. Almeno per ora
L’esercito russo resiste molto bene alla controffensiva dell’Ucraina, e anzi in alcune zone regge l’urto e poi avanza. Si conquista anche le posizioni più vantaggiose. L’intervista concessa dal presidente Vladimir Putin al canale Rossiya-1 ha una lunga eco e continua a far discutere, rilanciata in parte su Telegram dal giornalista Pavel Zarubin. Putin elogia i soldati russi definendoli “eroici”.
Si temevano gravi problemi dopo la rivolta dei mercenari della società Wagner, il 24 giugno. Invece non ci sono stati sconvolgimenti. Molti mercenari sono entrati nell’esercito russo e stanno combattendo. Si ricordi che molti di loro sono usciti dal carcere, dov’erano rinchiusi per gravi reati, a condizione di battersi in guerra con ottimi compensi. Lasciando il fronte, potrebbero tornare in prigione o esporsi a ritorsioni.
Con quella rivolta, il leader della Wagner Prigozhin pare dunque aver compiuto opera di promozione commerciale dei suoi soldati. Ammesso che si possa capire che cos’è veramente successo in quei giorni di trattative informali, a voce. Intanto Putin, parlando di successo, più che fare propaganda si riferisce a uno stato di fatto verificato.
La controffensiva di Kiev ha guadagnato soltanto 5 miglia su 60 in direzione del mare, verso Sud, come confermato da fonti ucraine e riportato sul New York Times. Senza quindi dividere in due l’esercito invasore. Addirittura, le forniture di armamenti potrebbero, alla fine, rivelarsi un favore alla Russia.
Come sempre lo zar si mostra sicuro e deciso, in grado di provocare facendo anche qualche rivelazione tale da dare coraggio e fierezza sia ai cittadini che alle truppe. Parte dell’attrezzatura militare fornita all’Ucraina è stata catturata dai russi in combattimento, e quindi sarà analizzata dagli esperti. Si potrà procedere al reverse engineering, ovvero l’ingegneria inversa.
Si studia un’arma e la si riproduce, se sarà utile. Non che ce ne sia bisogno, naturalmente. Il leader del Cremlino sottolinea che la dotazione di armi russe è già molto efficace. Inoltre è sempre disponibile uno stock di bombe a grappolo. Sono vietate dall’Onu quindi la Russia sinora le ha lasciate nei depositi, come tiene a sottolineare Putin.
Se però l’Ucraina, giunta alla disperazione, le userà, la Russia sarà costretta a impiegarle. Niente da temere, insomma. La controffensiva non può avere successo. Per la verità ci sono ong, come Human Rights Watch, che sostengono il contrario: entrambi gli eserciti in conflitto hanno già utilizzato le bombe a grappolo, con la responsabilità di diverse vittime civili.
Va ricordato che la Federazione russa è in insieme di potentati locali, di etnie diverse, con oligarchi e gruppi di potere da tenere sempre in equilibrio. Il Cremlino non può permettersi alcun indebolimento, dal momento che c’è chi vuole disgregare la Russia. L’Ucraina innanzitutto, la Polonia e gli Stati del Nord che dànno sul Baltico saluterebbero con piacere la fine della Russia.
Putin può contare sul presidente bielorusso Lukashenko, già messo in crisi dalle polemiche interne seguite alle ultime elezioni, quand’è stato accusato di brogli. Un altro fedelissimo di Putin, più forte, è il leader ceceno Ramzan Kadyrov. Sono ceceni infatti non pochi soldati che combattono assieme ai russi. Kadyrov ha fatto sentire,il proprio sostegno, affermando che gli ucraini non hanno assolutamente le risorse necessarie a sconfiggere la Russia. L’agenzia Tass riporta inoltre che secondo Kadyrov le forze di Mosca sono in grado di respingere fino a venti offensive ucraine al giorno.
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