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Estera e Mondo

Groenlandia, la resa dei conti è vicina

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Emmanuel Macron ha dichiarato alle Forze armate nella base di Istres che la Francia invierà altri “mezzi in Groenlandia“.  Un primo gruppo di 15 militari è già arrivato stamattina per partecipare all’Operazione Artic Endurance.

La situazione è surreale, ma la risposta francese segue una logica, non imperscrutabile, di altri Stati europei che hanno deciso di inviare contingenti a Nord,  in quella che è formalmente un’esercitazione Nato come tante. Ma non lo è. E nessuna attenzione avrebbe ottenuto se lo spostamento di uomini e mezzi non fosse seguito alle dichiarazioni di Trump, che vede nella Groenlandia l’ennesimo scenario dove alzare i vessilli del proprio ego. Emmanuel Macron ha dichiarato che “la Francia e gli europei devono continuare ovunque i loro interessi vengono minacciati, ad essere presenti. Senza escalation, ma senza cedimenti sul rispetto della sovranità territoriale”. In Groenlandia, ha continuato il presidente francese, “la Francia ha deciso di unirsi all’esercitazione che è stata programmata e lanciata dalla Danimarca in modo indipendente nel quadro della missione Artic Endurance“. 

Groenlandia, Macron tenta di fare qualcosa – foto: ansa – lintellettualedissidente.it

 

Una prima squadra di militari francesi è già sul posto e sarà rafforzata nei prossimi giorni da mezzi terrestri, aerei e marittimi. “In Groenlandia, territorio autonomo del regno di Danimarca – ha continuato Macron – gli europei hanno una responsabilità particolare. Poiché quel territorio appartiene all’Unione europea, ed è di uno dei nostri alleati della Nato”. Per il capo dello Stato francese, è questo “il ruolo che la Francia deve svolgere: essere disponibile di fronte alla valutazione della minaccia. Sapervisi adattare. Ed essere al fianco di uno Stato sovrano per proteggere il suo territorio“. Il nemico apparente è ancora Putin, lascia intendere il presidente francese, ma lui e gli altri leader europei hanno evidente come il sole che il problema in questi giorni è a Washington e il problema è molto più complesso, al di là della brutale linearità delle dichiarazioni di Trump – perchè tutta la faccenda della Groenlandia potrebbe essere un enorme espediente per disimpegnarsi dalla Nato: non volete darmi l’isola? Allora difendetevi da soli

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