Andrea, un altro pensiero per Carlo (Foto Ansa) - lintellettualedissidente.it
Carlo, il re d’Inghilterra fa i conti con Epstein a quasi sette anni dalla sua morte. Una storia inimmaginabile, una follia senza capo né coda, come la mole di documenti o presunti tali che documenterebbero non si sa bene cosa.
Carlo ha dichiarato che è pronto a dare sostegno se richiesto, alla polizia britannica incaricata di valutare la rilevanza penale delle informazioni confidenziali che l’ex principe Andrea avrebbe condiviso con Jeffrey Epstein su alcune missioni svolte in anni in cui era emissario e testimonial commerciale per conto di vari governi britannici in Asia.
Esistono mail che l’allora principe abbia inviato a Epstein dei report relativi a un viaggio nel Sud-Est asiatico compiuto nel 2010 in qualità di inviato britannico per il commercio internazionale.
Buckingham Palace in una nota ricorda come Carlo abbia già “mostrato la profonda preoccupazione”, sul coinvolgimento del fratello nello scandalo dei legami con il defunto finanziere americano. Quali segreti ed informazioni riservate avrebbe mai potuto confidare Andrea che, sebbene non ancora in disgrazia, poteva a malapena fregiarsi d’incarichi minimi per giustificarne il profilo ed i respiri nella già ansimante Monarchia Britannica non è dato sapere. Un reietto da sempre nella già labile e parvente rispettabilità della Corona, diventata ormai da un secolo materia per i tabloid, un perdigiorno di alto lignaggio, senza neanche un’inflessione letteraria, una follia autentica che riuscisse a nobilitarlo realmente. Grigiore puro, ecco cosa è stato Andrea. Voleva continuare a fare quello che ha sempre voluto fare, fino allo sfinimento: il nulla, tra una buona compagnia di letto e un’altra. Prevedibile che ronzasse attorno ad Epstein.
Sorprende che questo prevedibile nulla abbia impensierito un re, già prossimo alla nullità di suo e forse prova di questo. Ma tutto lo scandalo Epstein sembra una farsa per menti e pensieri al collasso, in realtà. Di questa storia rimane la nota, più unica che rara nei toni, arriva dopo l’ennesima contestazione subita dal re per i ritardi imputati alla monarchia nella reazione al sospetto coinvolgimento nel dossier Epstein dell’ex duca di York: terzogenito indicato un tempo come “figlio prediletto” della defunta regina Elisabetta II e da questa sempre protetto. “Il Re – si legge nel testo – ha reso chiaro, attraverso le parole e le azioni senza precedenti – adottate di recente nei confronti del fratello – la sua profonda preoccupazione per le accuse che continuano a emergere rispetto alla condotta del signor Mountbatten-Windsor”.
Il palazzo si riferisce all’ex principe con il semplice appellativo di Andrew Mountbatten-Windsor, avendolo Carlo privato di ogni titolo residuo, prosegue: “Sebbene sulle denunce specifiche spetti al signor Mountbatten-Windsor rispondere, noi siamo pronti a dare sostegno alla Thames Valley Police, come è ovvio attendersi, laddove fossimo contattati” per collaborare alle indagini.
“Come già sottolineato in passato – conclude Buckingham Palace – i pensieri e la solidarietà delle Loro Maestà – Carlo e Camilla – si rivolgono alle vittime di qualunque forma di abuso”.
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