Lavoratore in congedo o permesso, le nuove regole dell'INPS (Lintellettualedissidente.it)
L’INPS rende note le nuove regole relative alla fruizione dei permessi di tre giorni al mese e del congedo straordinario di due anni.
Ci sono novità normative sui permessi Legge 104 e sul congedo straordinario per i lavoratori dipendenti che assistono familiari disabili gravi.
I caregiver sono i lavoratori che si devono prendere cura di un familiare con disabilità più o meno grave. L’impegno richiesto è grande e senza la Legge 104 si troverebbero in difficoltà. La norma nasce proprio per migliorare la qualità della vita dei cittadini con handicap fisico, psichico e mentale, nonché dei familiari che li assistono.
Prevede numerose agevolazioni sia fiscali che assistenziali. Tra le più note ci sono i permessi di tre giorni al mese e il congedo straordinario. Le due misure consentono al dipendente di assentarsi dal posto di lavoro percependo comunque la sua retribuzione. Condizione necessaria è prendersi cura del disabile grave durante le giornate di assenza. Il datore di lavoro ha la facoltà di verificare se il lavoratore spende realmente i permessi per assistere il disabile e, se così non fosse, potrebbe sanzionarlo e addirittura licenziarlo.
Il DL numero 105 del 30 giugno 2022 ha introdotto novità normative sulla fruizione dei permessi di tre giorni e del congedo straordinario di massimo due anni.
Ha eliminato la figura del referente unico dell’assistenza. Significa che più familiari si possono prendere cura dello stesso disabile grave sempre nella misura dei tre giorni al mese. Due fratelli, ad esempio, possono occuparsi della madre invalida, ma se un primo figlio chiede per il mese di novembre due giorni di permesso, il secondo potrà chiederne uno solo per quello stesso mese.
Il beneficio, dunque, è limitato ai tre giorni con fruizione alternativa dei permessi. Inoltre le autorizzazioni non potranno essere concesse negli stessi giorni. Il Decreto Legislativo riconosce, inoltre, la possibilità di fare domanda di congedo straordinario per lo stesso soggetto con disabilità grave a più richiedenti. Questo, però, ricordiamo che presuppone la convivenza tra chi assiste e il disabile. Le uniche eccezioni ammesse sono:
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