Acrofobia
Il primo passo per gestire una fobia è essere consapevoli di soffrirne. Ecco perché è importante scoprire se queste due fobie riguardano anche te.
Nel vasto e intricato labirinto della psiche umana, ognuno di noi nasconde delle paure nascoste, alcune delle quali si manifestano come vere e proprie fobie. Sottili e spesso paralizzanti, queste paure si annidano negli angoli più profondi del nostro essere, e rischiano di influenzare i nostri comportamenti e le nostre scelte quotidiane. Tra le tante fobie, ve ne sono alcune più diffuse di altre, che potrebbero riguardarci direttamente, anche se non ne siamo consapevoli. Un esempio sono l’acrofobia, la tanatofobia e la pselafobia. Sai di cosa si tratta? Scopri se ne soffri anche tu senza saperlo.
L’acrofobia, dal greco “ákron”, vetta, e “phóbos”, paura, è la paura delle altezze. Non si tratta della cautela istintiva che molti provano affacciandosi da un precipizio, ma di una fobia vera e propria che si traduce in una paura di cadere nel vuoto. Oltre a questo, può comprendere anche la tentazione di lanciarsi nel vuoto. Può manifestarsi in situazioni quotidiane, come il timore di salire su una scala, attraversare un ponte o affacciarsi da un balcone al secondo piano. Questa fobia non distingue tra giovani e anziani, e spesso comporta vergogna in chi la prova: chi ne soffre, infatti, può sentirsi irragionevolmente limitato nelle proprie attività quotidiane. L’origine dell’acrofobia può essere rintracciata in esperienze passate, magari un incidente o una caduta, ma in alcuni casi si sviluppa senza un motivo apparente. Ora che sai cos’è l’acrofobia, saprai certamente dare un nome a questa tua paura, nel caso tu ne soffra realmente. Ma non è tutto.
L’afefobia, dal greco “apto”, toccare, e “phóbos”, paura, è la paura patologica di toccare o essere toccati. Definisce una reale fobia sociale, dovuta a una ripugnanza del contatto fisico. In un mondo dove il contatto fisico gioca un ruolo fondamentale nelle relazioni umane, chi soffre di pselafobia vive un conflitto interiore profondo. Questa fobia può estendersi al timore di toccare o essere toccati da altri, rendendo complesse situazioni quotidiane come strette di mano, abbracci o semplicemente la vicinanza fisica con altre persone. Entrambe queste fobie, pur essendo meno note rispetto ad altre, svolgono un ruolo significativo nella vita di chi ne è affetto. La buona notizia è che, come per la maggior parte delle fobie, esistono percorsi terapeutici efficaci, capaci di riportare luce nelle ombre della paura.
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