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Rassegna Stampa

Depressione e pseudodemenza non sono la stessa cosa: quali sono le differenze e come riconoscerle

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Problemi nella memoria e nel ricordare alcune cose, mancanza di concentrazione e non solo: ecco di che cosa stiamo parlando.

Un problema che si manifesta proprio con la difficoltà nel ricordare le cose, le persone e l’incapacità di concentrarsi. La confusione sembra davvero il fattore preponderante. Spesso il disturbo viene confuso con demenza e pseudodemenza. Ma il declino cognitivo può avvenire anche quando vige uno stato depressivo forte. Tutto sembrerebbe ricondurre ad invecchiamento, eppure la distinzione dei sintomi e la loro valenza ha importanza per capire bene di che cosa si tratta.

Depressione e pseudodemenza non sono la stessa cosa: in che modo riconoscerle – lintellettualedissidente.it

Molte volte, è emerso da studi, si diagnostica la demenza al posto della pseudodemenza. Quest’ultima non è altro che un malessere che ha a che fare, appunto, con una perdita delle capacità cognitive e la mancanza di concentrazione, tra i primi sintomi. Si tratta quindi di una delle forme che assume la depressione e che comporta disturbi della memoria. La differenza con la demenza è che da questo stato si può uscire. 

Pseudodemenza, la depressione che viene scambiata con la demenza

La pseudodemenza è caratterizzata da una forte tristezza e malinconia. Questo è un processo molto più veloce della demenza. Non solo, tra i disturbi si annovera sicuramente la perdita di memoria con una degenerazione che mette il soggetto in condizione di rimuginare negativamente, tanto da avere pensieri non appartenenti – nella maggior parte dei casi – a chi soffre di demenza come quelli suicidari.

Cosa si intende quando si parla di pseudodemenza? – lintellettualedissidente.it

Come se non bastasse, l’organizzazione viene meno, ci si dimentica anche delle piccole cose, si hanno amnesie: la sensazione, insomma, di non avere ricordi. Dopo i 65 anni la percentuale di persone che soffrono di demenza è considerevole: ogni 100, sono almeno in 5. Un dato che sale dopo i 90 anni, con due persone su 10 che sono affette da una qualche tipologia. Questo vuol dire che è una patologia con possibilità di insorgenza maggiore all’aumentare dell’età.

La differenza tra la demenza e la pseudodemenza è, tra le altre cose, che quest’ultima manifesta esami radiologici nella norma. Al contrario della prima, che mostra problemi come sofferenza vascolare o atrofia muscolare. È molto importante, quindi, che venga diagnosticato il problema corretto, onde evitare una strategia terapeutica e sbagliata. Rivolgersi ad uno specialista che possa analizzare i sintomi nel migliore dei modi è il consiglio principale.

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