A Pescara crolla il solaio in una scuola e due ragazzi restano feriti. A Catania una neonata muore in ambulanza perché nessun ospedale in città aveva posti disponibili. A Roma invece si acquistano 90 caccia F35 di quinta generazione, per un totale di 14 miliardi di euro. Questa la strategia di investimento che lo Stato italiano, in periodo di crisi e vacche magre, ha deciso di adottare. Il Pentagono ha infatti confermato l’ordine di acquisto proveniente da Roma, seppur con alcuni tagli rispetto all’iniziale progetto varato dal Governo Monti.

A nulla è dunque servita la resistenza di M5S, SEL ed alcuni membri di Scelta Civica e PD, che già nel 2013 avevano firmato la mozione “No F35” (leggi qui), con la quale si chiedeva la cancellazione dell’Italia dal programma di acquisto dei caccia militari. Da Washington è arrivato un ricatto che la dice lunga sull’autorevolezza italiana (ed europea) in ambito internazionale. Gli Stati Uniti hanno infatti minacciato – in caso di mancato acquisto da parte dello Stato italiano – di trasferire da Cameri (Novara) ad altro luogo l’unico centro europeo di manutenzione degli F35. Va detto che la cifra di 14 miliardi di euro è già il frutto di un taglio che ha portato a 90 il numero di velivoli richiesti, a fronte dei 130 inizialmente previsti dal Governo Monti. Ma non basta: il Parlamento e la società civile hanno espresso un chiaro dissenso nei confronti di una manovra eccessivamente dispendiosa in tempi di crisi, ma le proteste sono cadute nel vuoto.

Un’altra questione interessante è quella inerente al Libro Bianco della Difesa per il triennio 2014-2016. Si tratta di un documento – il cosiddetto Documento programmatico pluriennale per la Difesa – che serve ad individuare  le priorità per la sicurezza nazionale e ad indicare i mezzi adatti a perseguirle. Esso è stato presentato al parlamento dal Ministro della Difesa Roberta Pinotti in sensibile ritardo, eppure la legge di stabilità del 2015 prevedeva – già prima della presentazione del documento – 18 miliardi di euro per spese militari. Insomma, per dirla con Il Fatto Quotidiano, “a volte capita che Babbo Natale sia così buono da portare i suoi doni anche a chi non gli ha scritto la letterina”. La politica continua così a disinteressarsi della cittadinanza e dei servizi necessari per un adeguato livello di vita. In ossequio al sistema internazionale in cui gli USA la fanno da padrone, lo Stato italiano preferisce sborsare 14 miliardi di euro mentre le scuole crollano, la sanità langue, le imprese chiudono e i Comuni sono indebitati fino al collo. Fino a qual punto questa situazione sarà ancora tollerabile lo deciderà solamente lo scorrere del tempo.