Zelensky teme l’Iran non militarmente ma per la grande ombra che un conflitto getterebbe su Kiev e l’Ucraina in termini di oblio. E, soprattutto, di aiuti.
Due guerre di questa portata è un lusso che nessuno si può permettere. Secondo il Washington Post, il Pentagono sta valutando la possibilità di dirottare verso il Medio Oriente armi destinate all’Ucraina, poiché la guerra in Iran sta riducendo le scorte di alcune delle munizioni più importanti per l’esercito statunitense, tra cui missili intercettori per la difesa aerea.

E mentre l’attenzione di Washington si concentra sempre più sul Golfo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky teme che Kiev venga progressivamente “oscurata” dalla crisi mediorientale.
L’arrivo della primavera sarà motivo di nuove offensive in Ucraina, aumentando la pressione su Kiev. Da qui la mossa di rafforzare i legami con i Paesi della regione, offrendo tecnologia militare – in particolare droni – in cambio di sistemi di difesa aerea. Zelensky non si è fatto mancare un viaggio in Arabia Saudita per la firma di un importante accordo con la monarchia saudita. “Ormai da cinque anni, gli ucraini combattono contro gli stessi attacchi terroristici con missili balistici e droni che il regime iraniano sta attualmente conducendo in Medio Oriente e nella regione del Golfo – ha detto Zelensky – E l’Arabia Saudita possiede ciò che interessa all’Ucraina. Questa cooperazione può essere reciprocamente vantaggiosa”. Soldi e armi, come da cinque anni.
Le nuove priorità di Washington rappresentano un’opportunità per il Cremlino. Secondo il Financial Times, Putin avrebbe chiesto agli oligarchi di contribuire a sostenere economicamente l’invasione dell’Ucraina. Le dichiarazioni rilasciate di Putin a un folto gruppo di importanti uomini d’affari hanno chiarito la sua intenzione di proseguire la guerra fino alla conquista delle restanti aree del Donbass orientale non ancora sotto il controllo russo. Un rifiuto degli oligarchi è inconcepibile un loro rifiuto. I due conflitti rischiano così di intrecciarsi e influenzarsi a vicenda: ciò che accade nello Stretto di Hormuz incide sulla tenuta del fronte ucraino e Mosca tenta ora il colpo finale.
