Pirelli arriva allo stacco del dividendo registrando la quarta settimana consecutiva al ribasso
Il 24 giugno le azioni Pirelli hanno staccato un dividendo dal rendimento superiore al 3%. La fase di avvicinamento a questa data, però, non è stata delle migliori, visto la lunga sequenza di settimane chiuse al ribasso. Cerchiamo, quindi, di capire gli scenari più probabili per le prossime settimane.
Punti di forza
Il prezzo delle azioni dell’azienda in relazione al suo valore contabile netto la rende relativamente economica. Grazie ai flussi di cassa positivi generati dalle sue attività, il livello di valutazione dell’azienda rappresenta un asset. L’azienda è di grande interesse per gli investitori in cerca di titoli ad alto dividendo.
Il target price medio degli analisti interessati al titolo è stato fortemente rivisto al rialzo negli ultimi quattro mesi. La divergenza dei target price assegnati dai vari analisti che compongono il consenso è relativamente bassa, suggerendo un metodo di valutazione condiviso dell’azienda e delle sue prospettive. Negli ultimi tre mesi sono stati 18 gli analisti che hanno espresso un giudizio sul titolo Pirelli con un rating medio pari a Compra. Il prezzo obiettivo medio a un anno, poi, è di poco superiore al 14%.
Punti di debolezza
Secondo le previsioni, si prevede una crescita delle vendite lenta per i prossimi anni fiscali. Negli ultimi dodici mesi, le opinioni degli analisti sono state riviste negativamente.
La fase di debolezza delle azioni Pirelli è arrivata proprio quando le quotazioni hanno raggiunto il punto dove è massima la probabilità di assistere a un’inversione ribassista. La debolezza delle quotazioni, quindi, non deve sorprendere. Tuttavia, non abbiamo ancora assistito a un’inversione ribassista che prenderebbe corpo nel caso di una chiusura settimanale inferiore a 5,379 €. In questo caso il ribasso potrebbe continuare secondo lo scenario indicato dalla linea tratteggiata.
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