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Naspi, dal 2026 cambia tutto: si mette male per chi perde il lavoro

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Si mette male per chi perde il lavoro: dal 2026 cambierà un dettaglio fondamentale riguardo alla Naspi, il sussidio che spetta ai disoccupati.

Perdere il lavoro è sempre un dramma: ritrovarsi “a piedi” da un giorno all’altro mette a rischio la nostra sicurezza e stabilità. Nel peggiore dei casi alcune persone si trovano costrette a dover dormire in auto oppure per strada. E nel 2025 perdere lavoro è reso ancor più drammatico dal fatto che trovarne un altro è molto più difficile di quanto potesse essere negli anni ’90 o primi 2000.

Naspi, dal 2026 cambia tutto: si mette male per chi perde il lavoro -(foto Ansa)- lintellettualedissidente.it

L’unico piccolo conforto che spetta ai lavoratori dipendenti che si trovano appiedati da un giorno all’altro è la Naspi: l’indennità di disoccupazione. Si tratta di un aiuto che può durare fino ad un massimo di 24 mesi e d’importo variabile. Spetta solo agli ex dipendenti- a tempo determinato o indeterminato – che hanno perso il lavoro non per propria volontà.

In parole semplici: non spetta a chi si licenzia – a meno che il licenziamento non avvenga per giusta causa dimostrabile – o a chi viene licenziato per giusta causa. Inoltre, per averne diritto, occorre aver lavorato per almeno 13 settimane nell’arco dei 4 anni antecedenti alla richiesta di disoccupazione. Dal prossimo anno, però, cambieranno alcuni “dettagli”.

Naspi: ecco cosa cambia dal prossimo anno

Ci avviciniamo progressivamente all’approvazione definitiva della Manovra di Bilancio 2026. Importanti novità non solo per quel che riguarda Irpef e pensioni: cambieranno alcuni dettagli decisamente importanti anche sul fronte della Naspi, l’indennità di disoccupazione che spetta agli ex lavoratori dipendenti.

Naspi: ecco cosa cambia dal prossimo anno/lintellettualedissidente.it

Come anticipato nel paragrafo precedente, la Naspi spetta a coloro che, non per propria volontà, hanno perso il lavoro. Dunque ne hanno diritto coloro che sono stati licenziati non per giusta causa ma, ad esempio, per motivi di crisi aziendale oppure coloro a cui non è stato rinnovato il contratto o anche a chi ha perso il lavoro per chiusura dell’attività. L’indennità può durare fino ad un massimo di 24 mesi. L’importo è variabile e va a decrescere con il passare dei mesi.

Il Governo Meloni vorrebbe cambiare il meccanismo di erogazione della Naspi. Ad oggi, infatti, viene erogata di mese in mese come se il soggetto continuasse a ricevere lo stipendio. Oppure, a volte, viene erogata in un’unica soluzione per dare modo alle persone di avviare una propria attività. L’idea dell’Esecutivo – proposta in un emendamento che ancora deve essere approvato – sarebbe quella di intervenire sull’anticipo della Naspi e ridurne l’importo.

In pratica il soggetto rimasto senza lavoro riceverebbe subito il 70% e dopo sei mesi il restante 30% ( a meno, ovviamente, di non aver trovato un altro impiego in questo arco temporale). In questo modo il Governo vorrebbe limitare i possibili abusi dell’indennità. Una proposta che, però, qualora venisse approvata rischierebbe di mettere in crisi coloro che davvero volessero avviare una propria attività in quanto si ritroverebbero con meno liquidità per farlo. 

Samanta Airoldi

Sono Samanta, sono nata a Genova ma vivo a Milano da molti anni. Ho conseguito Laurea specialistica e Dottorato in Filosofia Politica e svolgo il lavoro di redattrice dal 2015. Ho pubblicato alcuni libri di Filosofia Politica in chiave "pop" e, nel corso di questi anni, ho lavorato per diversi blog. Mi sono sempre occupata, principalmente, di Politica ed Economia ma, talvolta, anche di lifestyle, benessere e alimentazione vegana essendo io stessa vegana. Le mie passioni principali sono proprio la Politica e l'Economia ma mi interessa anche il settore del benessere.

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