Come trovare la felicità secondo questa favola-L'intellettualedissidente.it
Appena scoperto il segreto per la felicità: è sempre stato sotto ai nostri occhi, adesso la tua vita può cambiare.
Intorno alla felicità ci sono tanti falsi miti. Chi dice che è impossibile raggiungerla del tutto, chi invece pensa che siano i soldi la chiave della felicità. Chi invece pensa sia l’amore. La verità però, riguardo la felicità, è una sola. L’abbiamo avuta sempre sotto i nostri occhi, ma non ce ne siamo resi mai conto. Adesso sarà più facile scoprirla, e ce lo racconta una favola orientale, come fare a raggiungerla. Cosa succede a un uomo che raggiunge la felicità senza conquistarla?
Secondo una favola orientale, all’origine, un gruppo di dei si era riunito per creare l’universo. Ogni dio aveva una abilità importante, e decisero di riunirsi per poter valutare di nuovo insieme la situazione. Le divinità della luce cominciarono a creare le stelle, e insieme a esse tutti gli oggetti luminosi. Nel cielo della notte, così luminose, erano bellissime. Gli dei degli abissi crearono i pianeti e su di essi gli oceani profondi. Venne creato anche un mare di fuoco che fu presto nascosto nelle montagne, con l’intento di farlo uscire ogni tanto per illuminare il paesaggio.
Un gruppo di dei venne incaricato di creare le forme di vita. La prima alla quale si pensò fu la zanzara, ma troppo piccola e fugace. Il secondo dio pensò a un essere agile e abile: il gatto. Ma alla prima occasione fuggì lontano. La terza creatura piacque davvero a tutti: il cane. Fedele e affettuoso, ma non poteva né ragionare né pensare. Venne allora pensato l’uomo, che appariva però disorientato su come vivere e come agire. Un dio allora, per placare la sua inquietudine, gli regalò il dono della felicità.
Subito dopo il dono, l’uomo si sdraiò su un prato e si mise ad ammirare le stelle. Rimaneva lì, senza fare nulla. Vedendo ciò, il dio che l’aveva creato si rese conto di aver fatto un errore. Aveva creato un essere incapace di utilizzare la propria intelligenza.
Allora pensò di non togliere la felicità all’uomo, bensì di nasconderla. Uno di loro propose di chiuderla sotto chiave in uno scrigno e di nascondere poi la chiave. Ma l’idea non piacque a tutti. Un altro dio pensò di nasconderla proprio nell’uomo, così avrebbe dovuto conoscersi per trovarla. Infine, il dio più saggio disse: «Nascondiamo la chiave nel suo cuore, così grazie alla bontà sarà in grado di trovarla». Tutti applaudirono e furono d’accordo.
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