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Le iniziative giornalistiche di Giuliano Ferrara, dal socialismo al Foglio

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Nato da una famiglia di attivisti, con il padre Maurizio senatore comunista e la madre partigiana gappista e poi segretaria particolare di Togliatti, era inevitabile che Giuliano Ferrara si avvicinasse al mondo della politica. In carriera il giornalista ha assunto le cariche di europarlamentare per il Partito Socialista Italiano dal 1989 al 1994 e poi ministro per i rapporti con il Parlamento durante il primo governo Berlusconi nel 1994 e nel 1995. Ciò non ha impedito che Ferrara portasse avanti la propria carriera editoriale e di scrittura, con numerose iniziative nel campo del giornalismo tra le quali spiccano la fondazione del quotidiano Il Foglio per il quale è stato anche direttore prima di cedere la carica successivamente a Claudio Cerasa oltre che editorialista deIl Giornale.

Giuliano Ferrara e la televisione

La sua carriera, al di fuori della politica, è cominciata con la televisione. Linea Rovente, trasmissione di RaiTre, ebbe modo di dargli visibilità nel 1987 ma fu solo il primo programma di una lunga serie a vederlo protagonista. Un anno dopo con Il Testimone avvia in Italia l’infotainment nel quale informazione e intrattenimento si fondono all’interno di un singolo spazio. Mediaset intravede nel conduttore le corrette potenzialità e a suon di milioni lo porta all’allora Fininvest, emittente privata in rampa di lancio, togliendolo alla TV pubblica. Radio Londra e Il Gatto furono le prime trasmissioni presso la corte di Silvio Berlusconi con la prima delle due che riprese una volta terminata la sua esperienza di europarlamentare. Con L’Istruttoria, in onda su Italia Uno, Giuliano Ferrara prende posizioni critiche nei confronti della magistratura per quel che riguardava il cosiddetto caso Tangentopoli. A proposito di critiche, non trovò il successo del pubblico il suo Lezioni d’Amore, programma incentrato sul sesso che divenne un vero e proprio caso politico finché l’emittente non decise per la chiusura.

La fondazione de Il Foglio e il rapporto con Berlusconi

Nel gennaio 1996 fonda il quotidiano Il Foglio assumendo la carica di direttore che mantiene fino al 2015. Della cooperativa editoriale proprietaria del giornale fa parte anche l’allora moglie di Silvio Berlusconi, Veronica Lario. La vicinanza con l’ex premier comporta qualche problema da gestire per il giornalista, accusato talvolta di non poter essere obiettivo tanto che lui in risposta ci scherzò su in diverse occasioni. Da sostenitore del governo Berlusconi, mantenne talvolta posizioni critiche come quella in favore della grazia ad Adriano Sofri. Parallelamente al Foglio, divenne editorialista per il settimanale Panorama: un’esperienza non fortunata destinata a durare poco per via delle tensioni che subentrarono di fatto quasi immediatamente. La TV è una passione che non si dimentica: nel 1997 torna nel piccolo schermo con Otto e Mezzo prima sulla Rai e poi su LA7. Qualche dichiarazione eccessivamente polemica gli portò qualche problema di troppo: a Porta a Porta diffamò i colleghi dell’Unità e fu costretto al risarcimento.

La radio e le polemiche: il Ferrara post Foglio

Nel 2008, dopo aver fondato un partito contro l’aborto, lascia la conduzione di Otto e Mezzo presentandosi alle elezioni in solitaria con la lista ‘Aborto? No, grazie’ e andando incontro a fallimento e contestazione. La lista, infatti, ha solo 135.578 voti.

Dal 2011 al 2012 ha condotto un programma radiofonico Qui Radio Londra lasciando qualche anno dopo la direzione del suo quotidiano, Il Foglio, rimanendo comunque nel ruolo di editorialista. Spesso lasciatosi andare a posizioni controcorrente su temi delicati, è considerato un neoconservatore dettato anche dallo studio personale che ha effettuato su Leo Strauss. Pur non essendo cattolico, poi, ha preso spesso e volentieri le difese della Chiesa data la predisposizione a posizioni teiste che lo ha spinto a portare avanti i valori tradizionali del cristianesimo in difesa dei quali ha talvolta causato reazioni polemiche.

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