Ucraina, si parla ancora ma la guerra non si ferma (ansa) - L'intellettualedissidednte.it
Tregua finita. Nella notte tra lunedì e martedì la Russia ha attaccato l’Ucraina con 71 missili e 450 droni danneggiando diverse infrastrutture energetiche in tutto il paese, lasciando senza elettricità migliaia di case e ferendo almeno 9 persone.
Putin non sembra preoccupato per l’India. E’ solo di poche ore fa la notizia di un accordo tra Modi e Trump che avrebbe tra gli effetti collaterali quello di bloccare le forniture di petrolio dalla Russi a l’India. Un colpo bene assestato, se reale, ma gli effetti non sono certo immediati. Immediata è al contrario la fine delle tregua, con un attacco russo sul territorio ucraino dopo la sospensione dei bombardamenti annunciata giovedì dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che aveva chiesto personalmente a Vladimir Putin di interrompere gli attacchi sulla capitale Kiev e sulle altre città ucraine per una settimana. È stato usato un numero particolarmente alto di missili, che sono di solito più distruttivi dei droni.
L’accondiscendenza di Putin alle richieste del nemico amico Trump complica i contorni dell’eterna messinscena tra i due. Perchè se l’amico americano ti chiede una tregua e tu acconsenti mentre lavora mettere all’angolo la tua economia di guerra qualcosa di non detto ci deve essere, tra i due. Certamente non qualcosa che ha inibito il Cremlino dai propri propositi. Al contrario, se vera la futura difficoltà di approvvigionamento potrebbe essere un buon motivo per accelerare come non mai, sul campo così da segnare una linea rossa entro la primavera. E certo il nemico sa dove colpire, soprattutto ora che l’inverno torna ad essere un alleato vero: i bombardamenti hanno colpito soprattutto centrali elettriche e infrastrutture gestite dalla DTEK (la più grande compagnia energetica privata dell’Ucraina) in diverse città, tra cui Kiev, Chernihiv, Kharkiv, Odessa e Dnipro. Il sindaco di Kiev Vitali Klitschko ha detto che 1.100 edifici in due quartieri nella parte est della città sono rimasti senza riscaldamento per via dei bombardamenti. Al momento degli attacchi, in Ucraina la temperatura era scesa -20 °C . La primavera è lontana sembra dire Putin. E sembra non pensare all’India.
La tregua chiesta da Trump aveva l’obiettivo di impedire che i civili restassero senza riscaldamento in questi giorni di freddo particolarmente intenso. I frequenti attacchi compiuti dalla Russia sulle infrastrutture civili ucraine, soprattutto energetiche, hanno lasciato spesso tantissime case senza elettricità, senza gas e quindi senza riscaldamento: è una tattica che continua dall’inizio della guerra ed è usata deliberatamente dalla Russia per peggiorare le condizioni di vita delle persone ucraine e logorarne il morale.
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