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Trump, un errore senza ritorno

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Armando Del Bello

Il presidente russo Vladimir Putin ha assicurato che Mosca è pronta a fornire idrocarburi ai Paesi europei che ne faranno richiesta. Ma a precise condizioni. «Se gli acquirenti europei di idrocarburi forniranno alla Russia contratti di lungo termine senza pressioni politiche, la Russia sarà pronta a collaborare», ha dichiarato. Secondo il Times, la Gran Bretagna ha scorte di gas per appena due giorni.

Trump ha un problema
Trump ha un problema (Credits foto: Ansa) – L’intellettualedissidente.t

 

Intanto l’Iran sta cambiando l’economia del conflitto. E l’opinione di Patrycia Bazylczyk del Center for Strategic e International Studies. L’analista evidenzia infatti che se sul campo di battaglia le armi supertecnologiche Usa fanno la differenza, l’equazione costi-benefici, rispetto invece allo schieramento iraniano, non è così vantaggiosa. L’America al decimo giorno fa i conti di quanto la guerra, direttamente e indirettamente gravi sulle tasche del governo e dei cittadini che fra 8 mesi diventeranno gli elettori delle Midterm. Le prime 100 ore di guerra sono costate 3,7 miliardi di dollari, ovvero 891 milioni di dollari al giorno. Alcuni di questi costi sono già messi a bilancio, per altri invece servirà ricorrere al Congresso chiedendo uno stanziamento supplementare.  L’attacco all’Iran ha costi non coperti dal budget per circa 3,54 miliardi.

Michael Walzer, professore a Princeton a dichiarato: «Trump si è cacciato in un guaio. Gli israeliani sono terrorizzati che li abbandoni prima di terminare il lavoro, lasciandoli con il cerino in mano. Trump ha detto che “la guerra in Iran è quasi finita”. Sta cercando evidentemente una exit strategy, dichiarando una falsa “vittoria”. Perché Trump ha commesso un errore madornale con questa guerra insostenibile. A maggior ragione davanti allo spettro di una gigantesca crisi energetica che farà aumentare i prezzi, il gas e la benzina, infuriando i suoi elettori a pochi mesi dal cruciale voto di Midterm. La sua amministrazione è spaccata, basti sentire quanto ha fatto intendere il segretario di Stato Rubio “Israele ci ha trascinati in questa guerra”. Insomma, Netanyahu sta sudando freddo. Trump si è illuso terribilmente. L’Iran è un Paese molto più forte, resistente del Venezuela e ancora dominato dalla repubblica islamica. Dovrebbe attaccarlo massicciamente e su più fronti per compiere una rivoluzione, ma dubito seriamente che lo faccia. Washington potrebbe inviare truppe speciali, soprattutto per sabotare gli impianti nucleari iraniani. Ma è un rischio colossale. L’Iran è un regime molto più ideologico e fanatico di quello di Saddam. Sanno che hanno il potere di fermare la guerra di Trump e Israele scatenando una crisi energetica globale che l’Occidente non può permettersi, visto anche quanto accade in Ucraina. E dovesse esplodere un conflitto civile in Iran sarebbe incontrollabile per gli americani»

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