La Casa Bianca, lato sud, illuminata con i colori della bandiera il 4 luglio - lintellettualedissidente.it Ansafoto
Domenica sera a Washington si è temuto il peggio, per quella polverina che sembrava un’arma batteriologica destinata a mietere vittime
Curioso, preoccupante, non del tutto una novità. I servizi di sicurezza della Casa Bianca sono intervenuti con la massima serietà. Se c’è una polverina bianca, può essere eccome una sostanza pericolosa. Meglio controllare. E intanto la sede del presidente degli Stati Uniti è stata evacuata. Fuori tutti e tanto per cominciare tutti in salvo. Non c’è voluto molto. E’ bastato un test preliminare e s’è potuto tirare il fiato. Ma non c’è da rilassarsi. Non era antrace. E in tempo di guerra si poteva ragionevolmente temere anche un attacco batteriologico.
Era cocaina. Soltanto, si potrebbe aggiungere. Comunque una sostanza che non dovrebbe entrare nella residenza presidenziale. Qualcuno è riuscito a eludere tutti i controlli e ha introdotto in un luogo, che dovrebbe essere del tutto sicuro, qualcosa di proibito. E’ droga ma poteva essere una sostanza ben più temibile. Il Washington Post ha dato la notizia e i servizi segreti vogliono capire com’è stato possibile un incidente simile.
Va poi notato che la presenza della polverina è risultata da un semplice controllo di routine. Potrebbe persino trattarsi, ipoteticamente, di un segnale. La dimora di Joe Biden, che in quel momento era assente, non sembra dunque realmente sicura. Così Anthony Guglielmi, portavoce dei servizi segreti, ha dichiarato che si faranno nuovi test di accertamento.
Non è stato reso noto il punto in cui la cocaina è stata trovata, né se era confezionata ed eventualmente in che modo. C’è un mistero da spiegare. Anche perché la polverina non si trovava all’interno di un ufficio, bensì in uno spazio pubblico. In passato, va ricordato, qualcuno se l’è spassata a modo proprio nella sede pubblica più controllata in assoluto, sul cui mito Hollywood si è ripetutamente sbizzarrita.
E poi l’ha anche fatto sapere. Dieci anni fa un rapper, Snoop Dogg ha raccontato di aver fumato dell’erba in bagno. Il cantante Willie Nelson ha dichiarato di esser salito sul tetto della Casa Bianca per fumarsi una canna durante la presidenza di Jimmy Carter. E ci sono ancora altri precedenti.
Si tratta però sempre di amici, di persone invitate che non avevano certo intenzioni ostili verso il presidente americano. Tant’è vero che non hanno nascosto la loro impresa. Il caso di domenica sera è ben diverso. Questa volta nessuno è andato a raccontare pubblicamente che cos’aveva fatto di nascosto. Forse non è stato affatto un comportamento ostile. Certamente, però, qualcuno è riuscito a eludere ogni tipo di sorveglianza e di controllo. C’è una falla nel sistema di sicurezza.
Donald Trump ha approfittato del clima di sospetti e di mistero per avventare una stoccata delle sue. E ha dichiarato che la polverina era per Joe Biden e il figlio Hunter, alludendo ai problemi di dipendenza di quest’ultimo. Hunter Biden, come si sa grazie al giornale inglese The Sun, è stato filmato mentre fumava droghe e beveva in una vasca da bagno. Proprio durante un periodo di disintossicazione che a suo padre è costato ben 75mila dollari.
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