salario minimo
Grosse novità in Brasile per quanto concerne l’economia del Paese. Il neo eletto presidente Lula ha infatti annunciato il nuovo salario minimo per quanto riguada il Paese. Una decisione molto importante, per un tema che fa discutere tanto anche in Italia.
Il nuovo salario minimo partirà in Brasile dall’1 maggio di quest’anno. L’annuncio di Luna riguarda ovviamente l’aumento della cifra che questo salario comporta. Infatti ogni brasiliano riceverà come salario minimo 1320 reais, ovvero una cifra pari a circa 260 dollari. C’è stato quindi un aumento, dato che l’attuale salario minimo brasiliano si aggira sui 1302 reais.
Ovviamente Lula ha commentato la notizia parlando di un suo impegno per il popolo brasiliano, andando anche a confermare come questo nuovo provvedimento sia stato già definito con tutte le parti in causa più importanti. Lula infatti ha coinvolto nella decisione sia il Ministero del Lavoro che il movimento sindacale del Paese, così come ovviamente anche il Ministro delle Finanze (ovvero Fernando Haddad).
Lula ha spiegato anche che il nuovo salario minimo sarà in vigore sotto regole molto strette e che, ovviamente, nel consegnare una tale cifra si terrà conto anche dell’inflazione crescente e dell’aumento del PIL. L’obiettivo di Lula, dichiarato anche apertamente, sarebbe infatti quello di aumentare ogni anno la cifra oggetto del provvedimento, in maniera tale da consentire ai brasiliani di avere sempre maggiori possibilità economiche di sostentamento.
Quello in questione è un provvedimento, secondo molti, di grande civiltà. Si tratta infatti della remunerazione minima che ogni dipendente di lavoro o Paese deve corrispondere per legge a ogni cittadino e lavoratore.
Si tratta di una pratica presente in molte nazioni, sia mondiali che europee. Non tutti sono d’accordo e si tratta di un provvedimento che effettivamente presenta vantaggi e svantaggi. Per molti il salario minimo aumenterebbe il tenore di vita delle persone e andrebbe a combattere povertà e diseguaglianze sociali. Per altri, invece, ci sarebbe un danno forte alle imprese perché aumenterebbe invece la povertà, così come la disoccupazione.
In Italia una legge sul salario minimo non è ancora presente ma, nel nostro Paese come in altri, il tema è molto discusso e non è escluso che si possa arrivare a una risoluzione (positiva o negativa) del tema quantoprima.
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