I dati sull'economia italiana foto: Ansa - lintellettualedissidente.it
I dati sul PIL che arrivano dal Centro Studi di Confcommercio sono a dir poco impietosi: ecco il dramma delle due regioni italiane
L’Italia vive un periodo di natura economica tra i più difficili della storia recente. Tutto il Paese è in grande difficoltà. Basta notare, un po’ in ogni parte della nazione, le condizioni di povertà, ma anche le tante attività commerciali costrette a chiudere. Ci sono, però, due regioni che, più di altre, sono in gravi difficoltà economiche. Ecco quali e perché.
In realtà, è un po’ tutta l’economia mondiale a essere malata. Gli anni di pandemia da Covid-19, infatti, non hanno colpito solo la salute. Ma hanno messo in ginocchio diverse realtà economiche. E, una volta tornati alla normalità, il mondo è stato investito da una crisi energetica acuita poi dallo scoppio della guerra in Ucraina, voluto dalla Russia di Vladimir Putin nel febbraio 2022.
Oggi, soprattutto nel nostro Paese, assistiamo a una inflazione galoppante, che ha di fatto disintegrato il potere d’acquisto degli italiani. Tanti i territori in difficoltà. Ma vi sono soprattutto due regioni dello Stato italiano che stanno soffrendo maggiormente. I dati che arrivano dal Centro Studi di Confcommercio tratteggiano un prodotto interno lordo (PIL) che, in alcune aree è fermo, stagnante. Ecco cosa si cela dietro questi numeri impietosi.
Il nostro Paese non ha di fatto mai affrontato quella che, diversi decenni fa, veniva chiamata Questione Meridionale. Anzi, negli anni, il divario tra Nord e Sud del Paese si è acuito ulteriormente. In termini infrastrutturali, innanzitutto, ma anche in termini tecnologici e sociali. Tutto questo non può che far allargare, poi, ancor di più la forbice del divario economico.
E così, secondo il Centro Studi di Confcommercio, c’è un’Italia che va avanti a due velocità. La Lombardia con una crescita dell’1,7% è la regione con la migliore performance in termini di PIL. Se si esaminano i dati per aree, la stima del Pil 2023 è di un +1,4% per Nord-Ovest e per Nord-Est, +1,2% al Centro, +0,5% al Mezzogiorno.
Se, quindi, la Lombardia cresce sopra la media nazionale, due regioni, Calabria e Sardegna, fanno registrare crescita 0. Nella classifica, dopo la Lombardia, vi sono Veneto e Valle d’Aosta dove il PIl 2023 è atteso in aumento dell’1,5% e, con una stima del +1,4%, da Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana. Scendendo verso Sud, la crescita continua ad assottigliarsi. Fino ad arrivare allo 0 di Sardegna e Calabria.
La prima, probabilmente, paga lo scotto del suo isolamento, anche territoriale, e di aree a bassissima densità abitativa. Per la Calabria, invece, i problemi (anzi, i drammi) sono quelli di sempre: disoccupazione (soprattutto giovanile) altissima, assenza di infrastrutture e un digital divide che la pandemia ha reso ancor più evidente. E, ovviamente, il peso, asfissiante, della criminalità organizzata, che uccide la società e l’economia.
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