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Economia

Conto cointestato: chi dei due può prelevare? La risposta è meno scontata di ciò che pensi

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Chi può prelevare da un conto corrente cointestato? La risposta non è scontata come potreste pensare.

In presenza di un conto cointestato chi può prelevare e svolgere le varie operazioni? Ecco come funziona a seconda che sia un conto a firma congiunta o disgiunta.

Conto corrente cointestato, chi può prelevare (lintellettualedissidente.it)

I soldi sono fondamentali per acquistare ciò che desideriamo. A partire dal caffè a colazione, passando per i vestiti, fino ad arrivare al cuscino per quando andiamo a letto, tutto richiede un esborso di carattere economico. Data l’importanza, pertanto, è fondamentale stare molto attenti a come gestire i soldi.

A tal fine può rivelarsi di aiuto, oltre che indispensabile, il conto corrente. Sempre più persone decidono di aprirne uno cointestato, con i titolari che, ad esempio, possono essere due coniugi, genitore e figli o comunque due persone che si fidano molto l’uno dell’altra.

Conto cointestato, chi dei due può prelevare? La risposta è meno scontata di ciò che pensi: occhio alla firma

Ideale per abbattere i costi e semplificare la gestione del bilancio famigliare, sono diversi i dubbi sul conto cointestato. In molti, ad esempio, si chiedono chi può prelevare. Ebbene, questo dipende molto dal tipo di firma. Entrando nei dettagli si ricorda che un conto cointestato può essere sottoscritto a firme disgiunte o congiunte. In quest’ultimo caso è fondamentale che tutti i titolari del conto autorizzino preventivamente un’operazione. In pratica è possibile effettuare il prelievo solo se tutti sono d’accordo.

Conto corrente cointestato, chi può prelevare (lintellettualedissidente.it)

Invece se il conto è con firma disgiunta, ogni intestatario può svolgere in autonomia ogni singola operazione, compreso prelevare, fare un bonifico oppure richiedere di domiciliare un’utenza. Bisogna comunque prestare attenzione all’importo prelevato. In linea teorica i soldi sul conto appartengono in modo proporzionale a tutti i titolari. Nel caso in cui si tratti di una coppia unita in matrimonio, ad esempio, i soldi appartengono per il 50% al marito e l’altro 50% alla moglie.

Nel caso in cui si dimostri che il conto è stato rimpolpato solo da uno dei titolari, invece, i soldi sono di competenza di quest’ultimo. Una situazione, quella appena prospettata, che non deve essere sottovalutata. Questo perché si rischia di essere accusati del reato di appropriazione indebita se un soggetto preleva una somma di denaro eccedente la quota ritenuta di sua pertinenza, senza consenso altrui. Un rischio che si corre anche in caso di firma disgiunta. Meglio pertanto prestare attenzione.

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